L’incubo degli utilizzatori dei pc di tutto il mondo, nel 2015, sarà simile ad un sequestro di persona. Solo che ad essere “rapiti”, nel caso dell’ultima minaccia informatica, sono i dati personali dei propri dispositivi informatici.
Proprio come nel caso dei rapimenti, infatti, il raggiro inizia con un messaggio anonimo con cui l’hacker di turno comunica di aver preso possesso e bloccato i dati del computer attaccato e pretende un riscatto per la restituzione.
I pirati informatici sarebbero in grado di far apparire sullo schermo anche un orologio con un conto alla rovescia (di solito di 72 ore) con il tempo rimanente prima della distruzione definitiva delle informazioni.
Sempre nello stile dell’anonima sequestri i malintenzionati lanciano messaggi intimidatori del tipo “Se vuoi la prova che siamo in grado di restituirti i file integri, possiamo mostrartene cinque a tua scelta”. Tutti gli altri files vengono “liberati” solo una volta pagato il “riscatto”.
I nomi dei trojan più pericolsi sono vari (Cryptolocker, TorrentLocker, Cryptowall, sono solo alcuni) ma operano tutti secondo lo stesso schema: entrano nel pc spesso attraverso allegati delle mail e senza che l’utente allo schermo si accorga del criptaggio dei documenti.
Stando a quanto riportato da Repubblica.it negli ultimi 100 giorni il solo Cryptowall 3.0 avrebbe estorto 30 milioni di dollari alle sue vittime.
Pare che il pericolo sia alto anche per i cellulari su cui i nuovi software truffaldini accedono senza grossa difficoltà una volta che l’utente si trova a cliccare sul link sbagliato e scarica il file infetto.
fonte: retenews24.it