Una settimana fa la loro storia ha fatto il giro del mondo. Osama Abdul Mohse, con in braccio il figlio Zaid, si trovava alla frontiera ungherese e mentre cercava di sfuggire alla presa di un poliziotto è stato inspiegabilmente sgambettato da una giornalista locale (Petra Laszlo), successivamente licenziata dall’emittente televisiva per cui lavorava.
Osama, insieme al figlio di 7 anni, fuggiva dalla guerra in Siria e il vile gesto dell’operatrice televisiva ha rischiato seriamente di compromettere la loro fuga oltre che provocare seri danni fisici. Per fortuna oggi è acqua passata e Osama, dopo qualche giorno passato in compagnia di Zaid e di un figlio maggiore a Monaco di Baviera, è atteso in serata a Madrid. Per lui c’è in ballo una nuova, stimolante, opportunità: continuare a fare l’allenatore di calcio, cosa che faceva da tempo in Siria.
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A mobilitarsi – secondo quanto riporta il quotidiano sportivo spagnolo AS – è stato Angel Galan, presidente della scuola di allenatori spagnoli Cenafe e precandidato alla presidenza della federcalcio della Spagna. Galan si è messo in contatto con un suo alunno, Mohamed Labrouzi, un marocchino di 23 anni che vive a Getafe.
Lui che parla ben quattro lingue (arabo, inglese, francese e spagnolo) è volato martedì a Monaco dove ha incontrato la famiglia siriana convincendola a dirigersi in Spagna per questa nuova opportunità. Questa mattina alle 6 Osama e i suoi due figli sono partiti da Monaco di Baviera in treno (non hanno i documenti necessari per prendere l’aereo) e sono attesi a Madrid nella notte.
Galan ha assicurato che già c’è una casa disponibile per ospitare loro e che ben preso cercherà di far arrivare in Spagna, per l’esattezza a Getafe, comune a pochi chilometri dalla capitale Madrid, anche la moglie e gli altri due figli che in questo momento si trovano in Turchia. “Mi farò carico delle spese di mantenimento potendo contare anche sull’appoggio del comune per aiutarla in questa loro nuova vita” ha fatto sapere Galan.

fonte: retenews24.it