Domanda: le donne possono indossare, ogni giorno, gli stessi abiti per andare a lavoro?
Matilda Kahl, direttrice artistica presso una delle più importanti agenzie pubblicitarie al mondo, la Saatchi & Saatchi, era stufa di dover frugare ogni mattina nel suo armadio alla ricerca di un vestito diverso per andare in ufficio.
Un tormento, quella della creativa, che viene condiviso da migliaia di lavoratrici – anche anonime – in tutto il mondo.
Molte persone, soprattutto uomini, credono infatti che le donne dovrebbero agghindarsi in un modo diverso, ogni santo giorno. Tre anni fa, Matilda ha perciò preso una decisione drastica. E oggi è più felice che mai.
La scelta di Matilda
C’è un vestito che amate più di altri, che per voi è innanzitutto comodo? Certo. Ma quante volte di seguito è accettabile che lo indossiate?
Se siete una donna famosa, potente o a capo di una azienda, la risposta è: solo una volta. Lo sanno bene Angela Merkel, Kate Middleton, Janet Yellen o Angelina Jolie: sorprese in uscite pubbliche con un abito indossato più di una volta sono subito state messe in croce dai tabloid per quell’«imperdonabile pecca» in fatto di stile.
E gli uomini? Beh, qui il discorso cambia completamente. Uomini potenti, ma non solo, possono permettersi di indossare la stessa cosa ogni giorno (vedi Mark Zuckerberg, Giorgio Armani, Oscar Farinetti, il compianto Steve Jobs).
Ebbene, la creativa di New York, Matilda Kahl, ha deciso di fare come i maschi. Oggi, davanti a quell’armadio nella sua camera da letto, ci mette solo pochi secondi per scegliere l’abito.
La donna indossa infatti lo stesso outfit da lavoro da oramai tre anni, ogni singolo giorno.
La sua «uniforme» consiste in una camicetta di seta bianca con un nastro di pelle nera attorno al colletto, dei pantaloni neri e una giacca nera. Semplice ed elegante. E comodissimo. In verità, lei ha più varianti dello stesso capo: ha comprato una quindicina di camicie bianche identiche (da Zara) e diverse paia degli stessi pantaloni neri.
Tre cambi d’abito
«Era uno di quei tipici lunedì mattina – racconta la donna in un articolo per Harper’s Bazaar- e stavo impalata davanti all’armadio, indecisa su cosa mettermi. Se i miei colleghi maschi venivano presi sul serio – a prescindere da cosa indossassero – io dovevo arrovellarmi su quale vestito mettere: questa gonna è troppo corta? Questo vestito troppo formale? Questa felpa troppo colorata?». Il risultato: «Arrivavo tardi ai meeting, non ero preparata. Invece di fare ricerche a casa, avevo cambiato l’abito tre volte. E qui ho capito che qualcosa doveva cambiare».
«Ho decisioni più importanti da prendere»
Le domande dei colleghi maschi in ufficio non hanno tardato ad arrivare: «Hai per caso perso una scommessa?». Addirittura: «Non sarai mica in qualche setta?». Sono stati zittiti dopo aver letto l’articolo sul New York Times «Uomini potenti che possono permettersi di indossare la stessa cosa ogni giorno».
Oggi, dice lei, è felicissima della scelta fatta. «I pantaloni e la camicia sono diventati per me una sorta di promemoria quotidiano: ora ho il controllo. Non voglio prendere decisioni su cosa indossare perché ho troppe altre decisioni importanti da prendere. Non solo sto bene col mio look, ma non ci penso nemmeno più. Ed è una cosa ottima».

Fonte: www.corriere.it