Se vi ha provocato delle sensazioni negative, potreste soffrire di una fobia nota come tripofobia, cioè la paura dei buchi.
In genere, i soggetti tripofobici non sopportano la vista di gruppi di buchi piccoli e molti vicini gli uni agli altri, soprattutto se di una certa profondità, tipo delle bolle di sapone legate insieme che danno un po’ l’idea di un alveare.
Queste immagini in tante persone generano reazioni negative. Tra gli oggetti più ripugnanti, ci sono sicuramente le spugne da bagno, il formaggio svizzero emmentaler, il cioccolato spumoso, i secchi di acqua sporca pieni di bollicine e simili.
Chi li osserva o è costretto a farlo, e soffre di tripofobia, può cominciare a provare forti mal di testa o attacchi di panico. La tripofobia non compare nel ”Manuale dei disordini mentali” dell’associazione psichiatrica americana. Per questo, non è attualmente riconosciuta come disturbo psichico.
La tripofobia è una fobia tutt’altro che rara: alcuni recenti studi dell’Università dell’Essex hanno dimostrato che tante persone ne soffrono, con un esperimento che ha sottoposto un gruppo di volontari alla visione di 76 immagini con buchi piccoli, ravvicinati e profondi.
Tantissime persone hanno mostrato disagio, ma solo guardando alcuni degli scatti, non tutti. Il motivo è legato al proprio trascorso personale, alle paure che si tramandano di generazione in generazione. Quelle che ci incutono orrore, disgusto, sono probabilmente quelle che più ci riportano ai pericoli del passato.


fonte: caffeina magazine