Chi non si ricorda almeno una delle sue canzoni fresche e giovanili? E’ stata una delle icone del panorama mucicale italiano pop-dance degli anni 90 in Italia. La cantante ultimamente sembrava scomparsa dalla tv. Oggi dopo 5 anni dal suo ultimo successo è tornata con un nuovo album, “Tu puoi se vuoi”.
Il suo primo singolo, messo in vendita ben 20 anni fa (“Me and You”, agosto 1995) fu un grande successo. Ma come mai si è allontanata dalla tanta amata musica?
La sua carriera ha avuto molti mutamenti, in parte dovuti al mercato e in parte dovuti alle sue scelte. Inoltre Alexia ha attraversato un periodo non proprio facile dal punto di vista personale.
Oggi, Alexia si è rimessa in gioco con un album che in parte mantiene le sonorità che la resero uno dei pochi casi di successo italiano all’estero, ma mantenendo, allo stesso tempo, le sfumature che aveva preso nella seconda parte della sua carriera.
Queste le sue parole: “Sono perfettamente cosciente che i numeri, se dovessero essere interessanti, non si avvicineranno nemmeno lontanamente a quelli del passato, ma questo è un problema generale. Però sono consapevole che ciò di cui ho bisogno è un riconoscimento da parte del pubblico di quelle che sono le mie capacità come artista e, soprattutto, della mia onestà.”
I testi sono stati scritti proprio per raccontare la sua storia, ciò che l’ha portata a fare delle scelte dolorose, ma soprattutto la voglia di ricominciare ad esserci e a combattere.
Ecco come commenta i suoi testi: “No, non c’è nulla di casuale in questi testi. Tutte queste canzoni, anche se in modo diverso, raccontano la voglia di ricominciare; in fondo io non mi sono mai fermata, anche se lontano dalle televisioni, e a volte questa cosa può essere letta come un abbandono delle scene: c’era la gente che mi fermava per strada e mi chiedeva: ‘Ma allora non canti più?’. E io spiegavo che invece cantavo, ma non sono tutti i sabato sera ero in tv e che non mi si sentiva alla radio perché magari non avevo fatto cose nuove, ma in realtà lavoravo tantissimo coi live. Facevo le mie 40 tappe estive e lavoravo molto all’estero, cosa che mi dava tanto entusiasmo. E comunque mi sono detta: ‘Se deve cambiare qualcosa, la prima a dover cambiare sei tu’. È da me che doveva ripartire una certa convinzione e un modo di fare musica in un determinato modo. Ho messo un po’ le quattro frecce per quanto riguarda le uscite discografiche, anche perché c’era un po’ di confusione nel mercato e non capivo bene se c’era uno spazio per me, nel modo in cui volevo inserirmi. Poi ho trovato il coraggio di raccontare i miei tormenti, le strade impervie che si percorrono quando sei un’artista, anche quando ti fermi a riflettere e cercare di nuovo la ragione per cui hai deciso di fare questo mestiere. Ho capito che dovevo pensare a quello che io ero e ho capito che la cosa importante era la verità e quella era nella mia testa.”
Ascoltando le sue nuove canzoni è difficile non avvertire la durezza di questo tempo passato all’ombra dei fan:
“Sono franca, ho avuto momenti difficili, però ogni volta che salivo sul palco mi riconciliavo con me stessa, quello che ero, avevo fatto e potevo ancora fare. E questo mi ha sempre dato il coraggio di non mollare: sapere che prima o poi avrei trovato la chiave di volta, che è arrivata perché qualche anno fa, dopo la mia seconda gravidanza, quando sono partita in tournée – ma prima c’è stato un fuggi fuggi generale dei miei ex compagni -, ho trovato dei nuovi musicisti ed è successo un incantesimo, ho ritrovato un piacere che si era un po’ assopito. A quel punto mi sono rimessa a scrivere assieme al mio chitarrista, ci siamo seduti con gli strumenti alla mano e abbiamo fatto delle session da cui sono venute fuori le emozioni e il suono.
Musicalmente è un album variegato. Energico come ce lo si aspetta da Alexia, ma con molti spunti più riflessivi.”
L’album è dedicato a Giorgio Armani. Alexia spiega così il motivo: ” Intanto perché è sempre stato uno stilista che ho sempre apprezzato. Nel 2000 andai in un negozio e comprai Armani perché avevo bisogno di un pantalone che fosse confortevole ed elegante e da lì ho cominciato ad essere un’Armani Jeans addicted e nel 2003 mi dissero che ero un personaggio pubblico e potevano vestirmi loro e da quel momento è nata questa collaborazione. Dopo un po’ ho conosciuto il nipote, Andrea (Camerana, ndr), una persona carina, con un modo ineccepibile, galante ed è nata una simpatia. Poi scherza oggi e scherza domani e mi sono ritrovata prima con spazzolino e dentifricio da lui, poi col pigiama e infine mi sono trasferita a casa sua.”
fonte: http://donnacomete.it