Già il nome, 90 special, è di quelli che stringe il cuore. Se poi arriva Mara Venier e tira fuori un pezzo da novanta come Giampiero Galeazzi ecco che la lacrimuccia scende. E scende la lacrima, sale la domanda: ma che fine ha fatto il popolare bisteccone? Sta bene pochi giorni fa è intervenuto a Un giorno da pecora dove ha bacchettato le sorelle Parodi per questa non esaltante edizione di Domenica In. “La sto vedendo e mi si stringe il cuore – ha confessato il bisteccone – Faccio gli auguri alle sorelle Parodi ma mi pare che si sia un po’ lontani […]Io l’ho fatto per anni e conosco le difficoltà, ma…Dovrebbero entrare più sugli ospiti, con interviste più interessanti. Perché la concorrenza colpisce duro, anche sotto la cintola”. Amato dal pubblico sportivo e non ,appassionato di canottaggio ome scandiva i colpi dei remi o le pagaiate Giampiero Galeazzi, classe 1946, romano, una laurea in statistica, un mai nascosto tifo per la Lazio, non lo faceva nessuno. Chi non l'ha conosciuto può ritrovarlo su youtube, a commentare le grandi imprese della nostra scuola del remo.
La sua voce partiva composta, scandita, proprio come l'azione degli atleti e li accompagnava colpo dopo colpo, facendosi concitata, frenetica, asmatica, esattamente come il finale di una gara quando si va avanti solo con nervi ed emozioni. «Il canottaggio era il mio sport e gli eventi sportivi che ho avuto più piacere di raccontare sono questi». Galeazzi telecronista e inviato storico della Rai è un personaggio del giornalismo sportivo di un tempo in cui molti atleti diventavano giornalisti. Giornalisti, non opinionisti. Con il canottaggio Galeazzi era andato all'Olimpiade di Città del Messico, nel 1968. Divenne popolare come cantore degli Abbagnale e del tennis italiano dell'epoca dorata. (Continua dopo le foto)


Ma tutti lo ricordiamo con il pastrano verde e il cappello a tesa larga che bucava lo schermo dalla Domenica sportiva, proprio come poco prima aveva fatto irruzione in uno spogliatoio o in tribuna d'onore. Galeazzi, scrive il Giornale in un lungo articolo a firma di Roberto Perrone, faceva parte di quella schiatta di grandi telecronisti che ti coinvolgevano con le emozioni. Di queste ti ricordi per sempre, del resto no. Per tutti è Bisteccone, il giornalista alto e grosso che braccava i campioni e i (sedicenti) vip. Prima, durante e dopo la gara. «Se non hai i campioni, non puoi raccontare nulla, io sono stato fortunato»: grande verità da grande giornalista.