Arrivano i tagli alla sanità. Il governo incassa la fiducia sul decreto enti locali blindando così anche la manovra sulla sanità, che vale più di 2,3 miliardi l’anno. Il via libera dell’Aula è arrivato con 163 sì, 111 no e nessun astenuto. Il provvedimento passa ora alla Camera per l’ok definitivo.
Il decreto enti locali era nato per sistemare una serie di partite economiche che interessavano i Comuni (mobilità del personale delle Province e polizia provinciale, allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno, 2 miliardi in più per pagare gli arretrati della Pa). Poi al Senato il governo l’ha infarcito di altre misure, tant’è che in molti dall’opposizione ne hanno contestato la costituzionalità.
Il pacchetto più corposo di novità riguarda però la sanità. In tutto nove commi che larga in parte danno attuazione al Patto della salute siglato con le Regioni pochi giorni fa. In totale tra il 2015 e il 2017 il governo conta di recuperare oltre 7 miliardi di euro.
Queste le principali misure in materia sanitaria:
Beni e servizi
Si prevede la rinegoziazione dei contratti di acquisto in essere, compresi i contratti di concessione di costruzione e gestione, per raggiungere uno sconto medio del 5% su base annua.
Dispositivi medici
Anche per i dispositivi medici si prevede una rinegoziazione dei contratti in essere. Questa disposizione dovrebbe consentire di garantire il rispetto del tetto di spesa vigente fissato nella misura del 4,4%.
E proprio per monitorare il flusso della fatturazione diventerà operativo presso il Ministero della Salute l’osservatorio prezzi dei dispositivi medici.
Farmaci
Entro il 30 settembre 2015 l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dovrà rinegoziare la riduzione del prezzo di rimborso dei medicinali a carico del Ssn, suddivisi per raggruppamenti terapeuticamente assimilabili in due elenchi distinti per gli equivalenti e i branded.
Prestazioni
Sarà un decreto ministeriale ad individuare, entro 30 giorni dall’intesa, le condizioni di erogabilità e le indicazioni prioritarie per la prescrizione appropriata delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale ad alto rischio di inappropriatezza.
Al di fuori delle condizioni di erogabilità le prestazioni saranno poste a totale carico dell’assistito. La norma prevede inoltre che in caso di comportamenti prescrittivi non conformi alle condizioni e alle indicazioni di cui al decreto ministeriale, si applichino penalizzazioni su alcune componenti retributive del trattamento economico spettante ai medici.
Case di cura
E’ previsto l’azzeramento dei ricoveri in strutture convenzionate con meno di 40 posti letto. Strutture destinate alla chiusura in base ai nuovi standard ospedalieri. Fatta eccezione per le cliniche monospecialistiche.
Lorenzin chiarisce: “Non si tratta di tagli” – Ci saranno “misure di efficientamento che porteranno dei risparmi da reinvestire nel settore”, afferma il ministro della Sanità: “Voglio dire con chiarezza – spiega – che sono contraria a nuovi tagli al Servizio sanitario. Dico ‘no’ a qualunque ipotesi di taglio, che al momento non c’è. I risparmi non sono tagli”. Il ministro spiega però che un risparmio potrà arrivare da una stretta sulla ‘medicina difensiva’ che costa 13 miliardi l’anno. Ovvero esami e visite prescritti a scopo ‘difensivo’, per prevenire i contenziosi. E ai medici che protestano contro il taglio del salario in caso di prescrizioni inappropriate, replica: ”Ognuno risponda alle proprie responsabilità”.
fonte: retenews24.it