Le cronache locali parlano di un biglietto comparso sulla porta del locale nella provincia di Alatri dove è stato ucciso Emanuele Morganti. Il foglio parlerebbe del bisogno di verità sulla vicenda. Intanto gli inquirenti stanno valutando nuovi indagati.
La comparsa del biglietto
Secondo le cronache locali, il biglietto sarebbe stato attaccato nella notte. Il testo recita “Chi l’ha ferito (Emanuele Morgnati n.a.) non lo deve dire lui a noi. Siamo noi che dobbiamo andare a dire alla magistratura chi ammazzato quel ragazzo. E perché”. Sembrerebbe un appello di qualcuno rispetto a chi sa o a chi ha visto tutto di quella tragica sera. Diverse volte i cittadini di Alatri sono stati accusati di omertà, da parte della cronaca e dei media, ma i diversi appelli, sia su sociale, che questo biglietto, dimostrano il contrario. Alatri non vuole proteggere l’assassino e gli assassini di Emanuele Morganti.
Un nuovo nome iscritto nel registro degli indagati
Ieri è arrivata la notizia di un nuovo indagato. Sarebbe l’ottavo da quella sera a venire interrogato e sottoposto al vaglio della magistratura. Il procuratore Giuseppe De Falco non esclude, di fatto, che si possa procedere ad una nuova tornata di interrogatori che comprenderebbe nuovamente i due giovani al momento finiti in carcere: Mario Castagnacci e Paolo Palmisano.
Abbandonata la pista dell’aggressione per difesa di una ragazza
Oramai gli investigatori escludono la pista della difesa di una giovane ragazza come movente dello scontro che ha portato poi all’accoltellamento di Morganti. Nel nuovo fascicolo sono chiamati in causa i 4 buttafuori del locale e il padre di Castagnacci.
Riapre la pagina Facebook su Emanuele
Ieri inoltre è stata riaperta la pagina Facebook che ingiuria la memoria di Morganti. Immediata la reazione di amici, parenti e cittadini del comune di Alatri per segnalarla prontamente. La speranza di tutti è essa venga chiusa e mai più riaperta.

fonte: thesocialpost.it