Evidentemente non è di loro ‘gradimento’. Periferia est di Roma, di Tor Tre Teste, quartiere tranquillo fino a 2 3 anni fa, quando sono arrivati i clandestini/rifugiati politici sistemati dallo Stato in un complesso di abitazioni nel quartiere, a spese nostre ovviamente.
Il complesso è su una strada principale della zona e non (via Prenestina). Oltre agli innumerevoli casi di reati legati alla loro presenza e ad un campo nomadi sempre presente nel ‘fortunato’ quartiere, i residenti denunciano anche un’altra cosa.
Lo potete vedere nella foto a fianco: mono-porzioni di cibo ancora impacchettato e destinato ai clandestini che gli stessi gettano nel cassonetto all’esterno del complesso loro riservato, perché non di loro gradimento.
Non scordiamo che queste persone percepiscono dallo Stato, cioè da noi, circa €45 al giorno di paghetta, oltre all’alloggio, quindi, visto che l’alloggio è gratis, preferiranno spendere i loro soldi direttamente al ristorante.
E’ TUTTO VERO! BUTTANO IL CIBO!
Ecco nuove fotografie dai cassonetti all’esterno del centro ‘profughi’ che ospita i clandestini cari al governo. Tanto cari che da oggi li andremo a prendere in tutto il Mediterraneo.
Sulle etichette dei piatti mono-dose, sono presenti le date di produzione e quella di consumazione. Con la dicitura specifica di ‘pranzo’ e ‘cena’. Questo dovrebbe silenziare i fanatici antirazzisti: non possono essere scarti di supermercato.
fonte: voxnews.info