Una donna nuda, coperta solamente da un manto erboso. Poi la scritta 'Per i tuoi spazi verdi è sempre bella stagione'.
Un manifesto pubblicitario che ha creato enorme indignazione nella senatrice Monica Cirinnà del Pd, che all'Adnkronos sottolinea: «Qual'è il messaggio di questa pubblicità? La facciamo a pezzi con la motosega questa donna? In tempo di femminicidio trovo veramente fuori luogo questo cartellone.
Il pubblicitario dovrebbe vergognarsi». I manifesti, affissi regolarmente e apparsi «per ora, per fortuna», sottolinea la senatrice del Pd, «solo» tra via Cassia e via Trionfale, sono un esempio di strumentalizzazione del corpo femminile, sostiene la Cirinnà: «C'è una proposta di legge», ricorda, 'Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nelle pubblicità e nei medià, presentata da un gruppo di senatrici del Pd, prima firmataria la vice presidente del Senato Valeria Fedeli, che propone di «vietare -si legge nella proposta di legge - l'utilizzo del corpo femminile nelle pubblicità che trasmettono, anche in maniera allusiva, messaggi che suggeriscono, incitano o non combattono il ricorso alla violenza esplicita o velata, alla discriminazione, alla sottovalutazione, alla ridicolizzazione, all'offesa delle donne».
«A Roma inoltre -spiega la senatrice del Pd- con Alemanno fu approvata all'unanimità una delibera bipartisan che vieta l'affissione di cartelloni pubblicitari che strumentalizzano il corpo della donna. E poi -prosegue ancora la parlamentare del Pd- dovrebbe intervenire il Gran giurì della pubblicità. Basterebbe fare uno sforzo di natura etica. Che vuol dire quel corpo donna da segare?»
Poi Cirinnà se la riprende con il direttore de 'Il Giornale' Alessandro Sallusti: «Quando le quattro senatrici del Pd presentarono la proposta di legge 'Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nelle pubblicità e nei medià, Sallusti fece uscire sul suo giornale un primo piano con le foto delle quattro senatrici con il solito prototipo: 'Le brutte e vecchie parlamentari del Pd vogliono censurare Belen»'.
«Io lo sfido -conclude allora la senatrice - Sono alta un metro e ottantacinque e ho fatto la modella, al prototipo della parlamentare del Pd brutta non ci sto. Il tema è capire quale messaggio si sta mandando attraverso una pubblicità e chi si vuole educare. Che cosa può pensare un ragazzino che passa per strada e vede questo tipo di manifesti?».