''La bimba è morta per una complicanza tecnica. Non abbiamo commesso errori e non è vero che l'abbiamo abbandonata per andare a magiare. Per il resto, siamo distrutti e addolorati. Io come gli altri colleghi''. Mario Dauri, 58 anni, primario del reparto di anestesiologia al policlinico Torvergata dove èspirata Gloria Ascia, la piccola di due anni arrivata da Gela a Roma per un trapinato di midollo osseo, respinge le accuse. Non ci sta a far passare imediciche assieme a lui sono intervenuti come un gruppo di incompetenti. Conferma che le complicazioni sulla bimba si sono scatenate a causa di un "emotorace". Ossia un versamento di sangue tra il polmone e la parete toracica. Ma sulle cause del decesso, Dauri si trincera dietro "lecomplicazioni tecniche" e non accetta l'ipotesi di un errore umano. Sottolinea però che "saranno le autorità competenti a stabilire eventuali colpe".
I genitori sostengono che voi siete andati in pausa pranzomentre la loro figlia aveva un'emorragia in corso. "Non è vero. Nessuno è andato in pausa pranzo dopo il primo intervento durato tutta la mattina. È tutto documentato. Capisco il dolore dei genitori, sono anch'io padre di tre figli. Esprimo tutta la mia solidarietà, ma credo che in una situazione del genere i parenti possano non avere una completa lucidità". Quando vi siete resi conto che qualche cosa non stava andando per il verso giusto? "Alle undici di mattina mi hanno chiamato perché io intervenissi. Mi hanno detto che c'era un problema con il catetere".
Che genere di problema? "Non posso entrare troppo nel tecnico...".
Dalla prima lastra realizzata proprio in tarda mattinata è emerso un versamento di sangue. Perché non siete subito intervenuti? "Per poter vedere una lastra ci sono tempi tecnici. Il tutto si è consumato in un arco temporale abbastanza breve perché parliamo di un paio di ore. Il quadro clinico si è aggravato nelle ore della definizione del quadro radiologico. Noi l'abbiamo dimessa in sala di risveglio (in tarda mattinata, ndr) con dei parametri che sono corretti rispetto alle linee guida. Ci sono casi clinicamente evolutivi e nelle fasi successive c'è stato il peggioramento".
Cosa è accaduto alla bimba? "L'emotorace è una complicanza che si verifica in questo tipo di procedure ed è ampiamente descritta".
Chi era intervenuto prima di lei e aveva causato il problema con il catetere era uno specializzando? "Assolutamente no. È un collega di 50 anni di grande professionalità preparato in casi di emergenza ".
La bimba, però, alla fine è deceduta. "Guardi, non stiamo parlando di un ragazzo che è venuto a farsi curare l'appendicite. Il caso della bimba (affetta da anemia drepanocitica, ndr) rappresenta un caso di paziente impegnativo soggetto a procedure ad alto rischio".
Il decesso però è stato causato dall'inserimento del catetere, non per il trapianto del midollo osseo. "In chirurgia purtroppo la complicanza zero è un sogno. Non esiste. Noi vorremmo che non accadesse mai niente di drammatico. Ma questo non è possibile. Nonostante i medici utilizzino tutte le misure del caso. Come l'ecoguida impiegato con la bimba. Comunque sulla bimba è stato realizzato anche un aspirato midollare in previsione del trapianto".
Voi siete sicuri di non aver danneggiato alcun vaso? "Abbiamo impiegato l'ecoguida. Nonostante la presenza dell'ecoguida la complicazione si può verificare. Proprio per diminuire il più possibile le complicazioni è previsto dalle linee guida l'uso di tecniche per immagini. Ribadisco che comunque non si azzera il rischio ".
C'è stato un errore umano? "Si tratta di una complicazione e questa può essere dovuta a una fatalità oppure a una tecnica non correttamente eseguita".
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