La signora Rosina ha atteso giorni e giorni in barella. Dieci per la precisione. Ora le hanno trovato un posto letto, ma solo dopo la segnalazione del Tribunale del Malato, associazione di Cittadinanzattiva. "Questo singolo caso è stato risolto, ma resta comunque una situazione emergenziale, non è possibile che si debba ogni volta alzare la voce".
Marisa Cantarini, rappresentante del Tribunale, ci dipinge un quadro allarmante. Siamo al Pronto Soccorso dell'ospedale San Camillo. E quello di Rosina sarebbe solo uno dei tanti casi di "lesione dei diritti del malato".
"E’ una situazione vergognosa da terzo mondo che deve finire, l'ospedale va smantellato e completamente riorganizzato per la dignità dei pazienti e per la sicurezza degli operatori sanitari, medici e infermieri”. Cosa accade all'interno del nosocomio romano?
"Letti "appiccicati", uomini e donne insieme, personale in numero inadeguato". E, problema dei problemi, l'attesa per un posto letto. "A gennaio dobbiamo unire le forze per cambiare qualcosa - continua Cantarini - e il San Camillo non è il solo ospedale romano in queste condizioni".