Si chiama Gianni Morambi il 43enne romano che da ben 32 anni si nutre solamente di acqua, pane e escrementi.
L’uomo, insegnante di ruolo presso una scuola materna dei Castelli Romani, ha confessato di avere intrapreso la strada del coprofagismo all’età di 11 anni.
“Fin da piccolo sono sempre stato attratto dagli ''escrementi'', sono un insegnante sto a contatto con i bambini e so quali sono le loro curiosità. Tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo provato ad assaggiare le nostre feci, io faccio parte di quella piccola percentuale che ne è rimasto piacevolmente colpito“
Si stima che nel mondo lo 0,2% della popolazione sia coprofaga, assaggiando almeno una volta nella sua vita le feci proprie o di terzi.
Gli escrementi sono composti in buona parte da residui alimentari non digeribili, come cellulosa e cheratina ma anche da residui di acidi gastrici, bile (che agisce principalmente sul colore), muco, cellule morte e, in parte considerevole, da batteri e acqua. La normale percentuale del peso totale delle feci umane è costituita dal 75% di acqua e il 25% di sostanze solide.
Ha poi dichiarato: “La gente si scandalizza perché è quello che accade con le cose che non conosciamo. Tendiamo a criticare e ad ostracizzare il diverso, ma vi invito a sperimentare prima di dare un giudizio. Provate questa sera, o magari domani mattina ad andare al bagno e ad assaggiare il vostro sterco caldo, appena sfornato. Vedrete che poi non ne potrete più fare a meno.”
fonte: corrieredelcorsaro.altervista.org