È lei o non è lei? Il fatto sussiste o non sussiste? Domande fondamentali che vengono ripetute all'infinito dai protagonisti di questa assurda storia. Fa scalpore la vicenda della professoressa sospesa per comportamenti di dubbia moralità, in un istituto tecnico di Vicenza. Ma non è un'altra terribile storia di abusi da parte di un insegante. No, tutt'altro: a causa di tutto c'è semplicemente un'accusa, o meglio, una segnalazione. Ma partiamo con ordine, perché quello che stiamo per raccontarvi è un vero mistero a luci rosse. Secondo chi accusa, la donna era di giorno insegnante e di notte una escort: i problemi sono iniziati dopo che sul tavolo della preside sono arrivate alcune foto scottanti che lascerebbero poco spazio a dubbi. La nuova supplente, infatti, assomiglierebbe in modo impressionante a una prostituta transessuale in calze a rete che sul sito hard di "escort service" promette prestazioni sessuali al prezzo di 270 euro a incontro.
Non poco insomma! Il caso è finito anche sul tavolo dell'Ufficio scolastico del Veneto e dell'assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan. L’assessore ha dichiarato al Giornale di Vicenza di "sperare in una clamorosa burla", anche se dalle prime verifiche sembra "tutto vero". La donna, inutile dirlo, è stata allontanata immediatamente dalla cattedra, in attesa che la situazione si faccia più chiara.
Sono comunque in corso indagini più approfondite per accertare che si tratti effettivamente della stessa persona. Quello che risulta ancora inspiegabile è il motivo per il quale una donna si debba spacciare per trans (forse per una questione di "mercato"?) e se la professoressa sia in realtà un professore mai dichiarato. Insomma, qualcosa di strano c'è e deve essere necessariamente discusso. "Per non parlare poi degli stipendi sin troppo bassi dei supplenti, magari lo faceva per arrotondare un po'", scrive qualcuno su internet.