SCOMMESSE, DEFERITI CANNAVARO E GRAVA. IL NAPOLI RISCHIA 3 PUNTI DI PENALIZZAZIONE
Da uno a tre punti di penalizzazione per il Napoli e 6 mesi di stop per i calciatori Paolo Cannavaro e Gianluca Grava: ecco cosa rischiano i tesserati e il club partenopeo deferiti oggi dalla Procura Figc per la tentata combine della partita Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010 confessata dall'ex terzo portiere campano, Matteo Gianello (rischia almeno 3 anni, ridotti in caso di patteggiamento), ed emersa nel filone campano dell'inchiesta al Calcioscommesse.
Il 15 giugno 2011, Gianello raccontò ai pm della Procura della Repubblica di Napoli e poi confermò successivamente agli inquirenti federali che, su pressione di Sivio Giusti (ex calciatore del Chievo anche lui deferito per illecito), aveva tentato di alterare la partita Sampdoria-Napoli (1-0, il risultato finale) coinvolgendo gli ex compagni di squadra Paolo Cannavaro e Gianluca Grava che si rifiutarono di partecipare alla combine senza però denunciare la proposta formulata dall'ex terzo portiere del Napoli.
Per questo, stamane, la Procura federale ha deferito entrambi per omessa denuncia e i due difensori rischiano ora una squalifica di 6 mesi (che al termine dei tre gradi di giudizio potrebbe ridursi a 4 mesi, come già è accaduto al difensore del Bologna, Daniele Portanova) mentre il Napoli, chiamato a rispondere di responsabilità oggettiva, una ammenda.
Ma il club partenopeo potrebbe incappare anche in una penalizzazione in classifica relativamente al tentato illecito di Gianello. Se al calciatore sarà però riconosciuta da parte dei giudici della Commissione Disciplinare la «collaborazione fattiva» (art. 24 CGS), la società campana, in caso di patteggiamento, potrebbe usufruire di uno sconto sulla pena.
Nel procedimento previsto tra almeno un mese, il Napoli si potrebbe trovare così a subire una penalizzazione di un solo punto in classifica come è già successo lo scorso agosto alla Sampdoria coinvolta nel processo per l'illecito del calciatore Stefano Guberti.
Nel deferimento, però, il Procuratore federale Stefano Palazzi dedica alcune righe anche all'attaccante della Juventus ed ex Napoli, Fabio Quagliarella. L'ufficiale di polizia, Gaetano Vittoria, infiltrato e conoscente di diversi calciatori del club, segnalò infatti che Gianello gli raccontò di aver tentato di coinvolgere invano anche l'attuale bianconero. Una versione non confermata dal 'pentito', anche se successivamente al match, l'ex portiere, parlando con Giusti, dileggiò l'attaccante per non aver vinto neanche il premio in denaro (previsto dal contratto al 12/o gol stagionale) che avrebbe incassato se avesse segnato contro i doriani.
Ma, secondo la Procura federale, il contatto tra lui e lo juventino «per l'alterazione del risultato non è altrettanto chiaro e perentorio come per gli altri due calciatori tanto da rifersi a un momento successivo alla gara e non procedente». Nel dubbio, quindi, ha scelto di non deferirlo. Visti forse anche i casi di Bonucci e Pepe, prosciolti ed usciti indenni dal filone barese dell'inchiesta al Calcioscommesse.
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