Il ministro critica il calendario scolastico italiano e fa anche una proposta: “Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione. La discussione va affrontata. I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali”.
Per Poletti è necessario pensare che una relazione con il lavoro “è una cosa che vale la pena di fare”. Un modo anche, spiega, “per garantire una formazione”. Insomma si avrebbe meno tempo per le vacanze e più tempo per il lavoro: “Anche noi genitori, la società, dobbiamo riconsiderare il tema del lavoro e le giovani generazioni”.
Secondo il ministro, insomma, non c’è il rischio di distruggere un ragazzino se invece “di stare a spasso per le strade della città va a fare quattro ore di lavoro”.
