Ha violentato almeno sei bambine nell’asilo gestito da sua moglie. Per questo Dennis Ray Avery, 58enne di Waxahachie, in Texas (Usa) è stato condannato a morte. Le sue giovanissime vittime frequentavano la “scuola” che la donna aveva allestito in casa. L’uomo avrebbe provato a giustificarsi, adducendo che il suo “interesse per le bambine” sarebbe stato scatenato da un incidente d’auto avvenuto nel 2015. Ma ciò non è bastato a risparmiargli la pena capitale.
Le autorità della contea di Ellis hanno appurato che le bimbe avevano tutte meno di 6 anni e che gli abusi sessuali si sono verificato nell’arco di due anni. Non è chiaro tuttavia né quando hanno avuto inizio, né quando sono terminati. L’uomo è stato arrestato nel maggio del 2016 e la data di esecuzione della condanna a morte non è stata ancora stabilita. In tribunale Avery ha ammesso di aver cominciato a provare un certo “interesse per le bambine” quando aveva circa 30 anni. E, a suo dire, sarebbe riuscito a sopprimere i propri istinti fino all’ottobre dell’2015, quando ha subìto un grave infortunio alla testa a seguito di un incidente con la sua auto. “Ho dovuto lottare con la mia fede e ho abbandonato Dio – ha dichiarato di fronte al giudice – . Forse in prigione potrò avere qualche aiuto e qualcuno può spiegarmi come fare”.
Il procuratore distrettuale della contea di Ellis, Jake Heffernan, ha presentato prove in tribunale che dimostrerebbero come l’imputato si sia macchiato di reati a sfondo sessuale contro minori ancor prima che avessero inizio gli abusi per i quali è stato poi condannato alla pena capitale. “Ha rubato l’innocenza di sei bambine”, ha affermato. “La verità è che non importa quanto sia gentile o quante volte sia andato in chiesa. Queste sei bambine non sono le uniche vittime, ma lo sono anche i loro i genitori. Bisogna dare loro una risposta”, conclude la pubblica accusa.
