Una vicenda controversa quella di Chiara Bosi, la quale non vuol accettare la nuova soluzione abitativa proposta dal Comune di Livorno e quindi lunedì mattina dovrà andarsene anche dalla casa famiglia “Il Melo”. Qui la donna vive ormai da tempo assieme ai tre figli, tra cui uno di pochi mesi, ma vista l’incompatibilità con gli ospiti extracomunitari della struttura è stata accompagnata da un responsabile dell’Arci, che gestisce un altro edificio, a visitare il centro di accoglienza per mamme nella zona stazione.
Chiara Bosi ha raccontato: “Poco meno di 12 metri quadri in cui dovrei abitare coi miei tre figli. Lì non c’entrano neanche due letti, figuriamoci quattro. Peraltro, la stanza non è neanche ammobiliata”. Lo stesso edificio è occupato da altre tre famiglie: una donna con una bambina, una trentottenne con un figlio di 10 e una extracomunitaria con tre figli. Hanno tutte alloggi che vanno da un minimo di 9 a un massimo di 12 metri quadri. “Stiamo qui ormai da due anni e non ci spostano altrove, nonostante sappiano benissimo in che condizioni siamo costretti a sopravvivere”, raccontano, indicando muffa e umidità alle pareti, fili della luce scoperti e altri disservizi.
La dirigente comunale Senia Bacci Graziani ha dipinto quella in cui si trovano le famiglie come una “soluzione” che definisce “temporanea”, ricordando ci sono 1.805 persone in attesa e appena sedici assegnazioni. “Abbiamo anche fatto un sopralluogo”, spiega in maniera chiara l’assessore al sociale Ina Dhimgjini, ricordando ai giornalisti che l’hanno interpellata che potrebbero essere “prese misure se si sono fatte foto all’interno della struttura dove non è consentito entrare”. Facendo invece riferimento al caso specifico di Chiara Bosi l’assessore rileva “che non ha mai risposto positivamente al programma di recupero in cui era stata inserita e che non è in emergenza abitativa”, benché la giovane mamma figuri in graduatoria per la richiesta di un alloggio.
Sul piede di guerra Cheti Cafissi, commissario della Lega Nord di Livorno, che da sempre difende la posizioni delle mamme ospiti al Melo: “E’ una vergogna che gli extracomunitari abbiano più diritti degli italiani. Ritengo sia necessario un intervento della procura della Repubblica che dovrebbe aprire un’indagine a carico dell’amministrazione comunale livornese per chiarire l condizioni sia degli alloggi per l’emergenza abitativa che di quelli destinati al recupero sociale”.
fonte: direttanews.it