Un folle gioco che lascia attoniti. “Ecco, sta arrivando la macchina”. Poi tutti giù per terra in mezzo alla strada, simulando un incidente con le loro biciclette. A un soffio dall’auto che sta per sopraggiungere. Come a sfidare la sorte. Un assurdo brivido col rischio di essere travolti.
È il “gioco” (se così si può chiamare) pericoloso che quattro ragazzini sugli 11-12 anni si divertivano a fare domenica sera attorno alle 19,30 in via Paduli a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia.
Come scrive Daniele Petrone su Il Resto del Carlino, chi ha visto tutto questo ha raccontato tutto alla polizia municipale e ai carabinieri di Rubiera. «Ero a passeggio proprio lì in quella zona ieri sera (domenica, ndr) – racconta Rossana Gozzi – Ho visto quattro ragazzini in bici che si appostavano all’incrocio in attesa dell’arrivo di un auto e quando questa si avvicinava, loro attraversavano l’incrocio simulando un incidente ciclistico cadendo tutti a terra in mezzo alla strada.
Chi era alla guida fortunatamente si è accorto della loro presenza in lontananza e si è fermata in tempo. Ero incredula e lì per lì non ho realizzato cosa stessero facendo».
A questo punto Rossana decide di capire meglio e si nasconde dietro un cespuglio per osservare i ragazzini. «Poco dopo – continua – ho sentito che uno di loro gridava: «Arriva arriva la macchina». Ed ecco che replicano lo stesso giochino. Si sono urtati apposta tra di loro e si sono sdraiati in mezzo alla strada con l’auto che si avvicinava sempre di più. L’automobilista ha dovuto inchiodare ed era impaurito. Avevo i brividi. Chi guida e si trova all’improvviso una situazione del genere davanti, non si sa mai come possa reagire. Si rischia una strage oppure che una macchina per evitarli si schianti contro qualcosa o qualcun altro. È un gioco assurdo». Rossana non ci ha più visto e ha provato a rimproverare i ragazzini, gridandogli e chiedendogli di fermarsi. Ma questi sono fuggiti in sella alla bicicletta. “Non avevo il cellulare dietro – conclude – altrimenti li avrei fotografati e avrei chiamato la polizia subito. Ho denunciato tutto perché non vorrei che ripetessero tutto in un altro posto”.
fonte: retenews24.it