Ha confessato tutto Simone Borghese. E gli inquirenti sono certi: è lui il responsabile della violenza sessuale compiuta su una tassista romana, in una strada periferica di Roma. Il suo racconto è stato talmente dettagliato da non lasciare spazio a dubbi. Così, almeno, sostengono gli investigatori.
IL RICONOSCIMENTO - Simone Borghese, 30 anni, è stato fermato dopo la diffusione dell’identikit fornito dalla vittima. La stessa vittima lo hai poi riconosciuto in fotografia. Il giovane, messo con le spalle al muro, ha raccontato tutto. Apparendo prostrato, ma lucido nel suo racconto.
LA CONFESSIONE CHOC - “È stato un raptus”, ha esordito Simone Borghese davanti agli inquirenti. “Lei piangeva, le ho detto se fai questo non ti succederà niente. Non volevo, non mi è mai successa una cosa del genere”, ha continuato Borghese. “Quella mattina aspettavo l’autobus in via Aurelia. Avevo dormito da un amico lì vicino perché avevo fatto tardi al lavoro. Il bus non arrivava e così ho deciso di prendere il taxi. Al volante c’era lei. Le ho detto di portarmi a Ponte Galeria, ma durante il tragitto sono stato preso da un raptus: vicino a casa le ho fatto cambiare strada per arrivare in un viottolo sterrato, isolato, nei pressi di via Pescina Gagliarda. E lì fuori l’ho violentata”.
INSULTI SU FACEBOOK – Dopo la diffusione dei dettagli della confessione di Simone Borghese, il suo profilo Facebook è stato preso di mira dagli internauti. Che lo hanno coperto di insulti e minacce. Il profilo è stato quindi oscurato dall’autorità giudiziaria.
LA VICENDA – Si chiude, così, in poco più di 48 ore la caccia all’uomo cominciata dopo la denuncia della tassista. Il dramma era cominciato venerdì mattina intorno alle 7 nei pressi dell’Hotel Ergife. La donna aveva fatto salire a bordo del taxi Simone Borgese: dopo una serie di cambi di tragitto, l’ha diretta in una stradina in aperta campagna, nella zona di Ponte Galeria dove si è consumata la violenza. Al momento di pagare l’uomo l’ha stordita con un pugno in faccia, ha abusato di lei costringendola ad un rapporto orale e l’ha rapinata di 80 euro di incasso. Poi si è dato alla fuga a piedi. Un fuga terminata nel primo pomeriggio di domenica.
A REGINA COELI – Simone Borghese ora è stato trasferito in stato di fermo nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di violenza sessuale e rapina, è stato identificato grazie a una serie di segnalazioni, tra cui quella di un tassista che lo ha riconosciuto come un cliente che pochi giorni fa aveva accompagno nella stessa zona di Ponte Galeria dove è avvenuto lo stupro e dove vive il nonno di Borgese. Arrivati davanti all’abitazione l’uomo aveva spiegato al tassista di non avere i soldi per pagare la corsa ma, a garanzia del futuro pagamento, aveva fornito il numero del suo cellulare. Numero su cui gli inquirenti hanno fatto verifiche risalendo all’identità di Borgese. E sempre grazie al numero di cellulare e alle celle agganciate, gli investigatori sono riusciti a bloccare nel pomeriggio di domenica il 30enne in zona Pineta Sacchetti, alla periferia di Roma.













