Il pm del tribunale di Pescara, Andrea Papalia, ha chiesto il proscioglimento dall’accusa di omicidio nei confronti di Massimo Maravalle, tecnico informatico di 48 anni. A luglio 2014, l’uomo, affetto da disturbo psicotico atipico, soffocò nel sonno il figlioletto adottivo di 5 anni, un bambino di origine russa, mentre la moglie stava dormendo, utilizzando un cuscino.
Determinanti le risultanze della relazione presentata dallo psichiatra Renato Ariatti, secondo il quale Maravalle al momento dell’omicidio “versava per infermità in condizioni di totale esclusione della capacità di intendere e volere”.
Il pm, però, ha chiesto che l’uomo venga condannato a 8 mesi di carcere per il reato di falso, insieme ad altre tre persone: la moglie dell’uomo Patrizia Silvestri, il medico del Servizio di medicina legale e del lavoro della Asl di Pescara Giuliana Iachini e il medico di base Fabio Panzieri.
L’accusa sostiene che i tre avrebbero omesso di riferire delle condizioni di salute di Massimo Maravalle, ma nei mesi scorsi la Silvestri aveva evidenziato: “Nessuno ci ha mai messo davvero in guardia, nessuno, e la sospensione dei farmaci era stata concordata con lo specialista. Mio marito non si sarebbe mai sognato di interrompere le cure”.
L’avvocato Aldo Moretti, difensore di Giuliana Iachini, ha difeso la posizione della sua assistita: “Sono state le stesse indagini a stabilire che nel caso della mia assistita non c’e’ dolo. Il pm ha usato termini come sciatteria e negligenza, tutti ascrivibili al concetto di colpa”. In sostanza, per il legale, “la mia assistita non conosceva i coniugi Maravalle. Li ha incontrati solo per dieci minuti e non sono state riscontrate ipotesi corruttive. Manca il movente che in questi casi è fondamentale per risalire al dolo e quindi all’alterazione del vero”.
La sentenza è attesa per la prossima settimana.

fonte: direttanews.it