SOFIA, TORNA LA SPERANZA: IL TRIBUNALE DI LIVORNO DICE SÌ ALLA CURA STAMINALI
La mamma di Sofia, la bimba di tre anni e mezzo affetta da una grave malattia degenerativa il cui caso è stato portato all'attenzione da un servizio delle Iene, oggi è raggiante: ''Il giudice di Livorno Francesca Sbrana ha accolto il nostro ricorso d'urgenza con un provvedimento che garantisce a Sofia il completamento della cura agli Spedali di Brescia con protocollo Stamina'', ha detto entusiasta Caterina Ceccuti.
Il ricorso era stato presentato ieri al tribunale di Livorno, città dove risiedono i genitori, e la richiesta era che si procedesse in tempi brevi per consentire alla piccola di terminare il ciclo di cinque iniezioni con il metodo Stamina foundation.
IL PAPÀ: «UN GIORNO IMPORTANTE» «Il giorno del Papà e del Papa è anche un giorno molto importante per Sofia. Per fortuna, questa volta, anche la legge ci ha concesso una chance, infatti appena un'ora fa abbiamo appreso dall'avvocato che il giudice si è espresso favorevolmente, approvando tutte le istanze di Sofia presentate nel ricorso depositato appena ieri». È quanto scrive sulla pagine Facebook 'Ministro Balduzzi aiuti la piccola Sofià, il padre della piccola al centro della vicenda delle cure a base di staminali con metodo Stamina. «Dopo la doccia fredda di questi giorni da parte del ministero della Salute sull'imminente emanazione di un decreto restrittivo per le cure compassionevoli - racconta papà Guido - il nostro nuovo avvocato, Giuseppe Conte, ha accelerato i tempi per mettere a riparo almeno la possibilità di riprovare un nuovo ricorso all'art. 'ex 700', dopo la ripetuta porta in faccia del Tribunale del lavoro di Firenze che ha negato a Sofia le cure con il protocollo Stamina, già avviate a Brescia. Questa volta abbiamo agito in extremis bussando alla porta del Tribunale del Lavoro di Livorno, nostra provincia d'adozione, dopo aver vissuto a Castiglioncello stabilmente nell'ultimo anno e mezzo dalla diagnosi di Sofia del 26 luglio 2011. Non potevamo permetterci di perdere ancora, per cui abbiamo condotto su tutti i fronti possibili la battaglia che ben conoscete». «Grazie a questa prima ordinanza - specifica - Caterina», la mamma di Sofia, «potrà tornare a Brescia e, finalmente, procedere con il carotaggio. Il 2 aprile, data in cui è fissato l'incontro fra le parti (Spedali Civili - Sofia), avremo invece la sentenza definitiva». Guido prosegue evidenziando che «i tempi si erano fatti improvvisamente strettissimi dato il precipitare degli ultimi sviluppi romani, e non avendo mai avuto certezze su alcunchè, ci siamo mossi per non perdere la possibilità di garantire a Sofia la cura e la necessaria continuità terapeutica senza la quale tutto si vanifica».
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