La famiglia ormai lo credeva morto. Francis Edward Strange aveva parlato coi suoi trent’anni fa, nel 1990. Da allora neanche una parola tanto che sua mamma e gli altri parenti si erano convinti della sua morte.
Lui nel ’90 era Sidney e poi qualche anno dopo era andato a Tokyo dove faceva l’insegnante. Volontariamente aveva deciso di tagliare tutti i ponti con la famiglia che ad un certo punto aveva smesso di cercarlo.
Lui nel frattempo aveva cercato fortuna in Kenya dove il suo intento era di costruire insieme ad un socio in affari, una vera e propria città mineraria. Qualcosa deve essere andato storto e qui arriviamo al punto di svolta della nostra storia.
Infatti l’uomo viene accusato di aver rubato dell’oro in una miniera in Kenya, finisce in carcere per sei mesi e qui subisce anche due tentativi di omicidio con altri galeotti che gli puntano un coltello alla gola.
A questo punto, nel momento dell’estremo bisogno, si ricorda di avere una famiglia e chiama a casa. La madre e il fratello raccontano: “Non potevamo credere alle nostre orecchie. Non lo abbiamo sentito per trent’anni. Abbiamo subito pensato si trattasse di una truffa o di uno scherzo”.
Invece no, era lui. Non fatevi ingannare però. Francis, sempre che non venga condannato in Kenya a sette anni di carcere, non ha alcuna intenzione di tornare a casa dalla sua famiglia. Ecco le sue parole: “Questa esperienza mi ha reso più prudente per questo se sarò giudicato innocente mi piacerebbe continuare il mio piano di investimenti in Kenya. Non ho perso fede nella giustizia e credo che tutto si risolverà per il meglio. Amo la mia famiglia, ma credo sia un po’ troppo conservatrice, volevo solo fare qualcosa di diverso, per questo sono scomparso. Ma ho anche capito di avere bisogno del loro aiuto”.
