SE ERI BAMBINO NEGLI ANNI '80 DEVI LEGGERE - VEDIAMO SE RICORDI
Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia a una generazione, quella dei nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno)
…se ricordi tutti e cinque i nomi delle Spice Girls (costumi orrendi compresi),
Non E’ La Rai con Ambra, i Festivalbar con la Marcuzzi e Fiorello,
se giocavi al Super Nintendo,
se eri un’appassionata di Beverly Hills 90210,
se ascoltavi la musica alla radio, al massimo col mangianastri,
se compravi il Calippo Fizz alla Coca Cola e il Luke,
se collezionavi Ciucciotti colorati e di plastica, se i Power Rangers erano il telefilm più bello del mondo e subito dopo venivano Otto Sotto Un Tetto e Willy Il Principe Di Belair,
se giocavi con l’hula hoop,
se i pattini avevano ancora quattro ruote NON in fila,
se guardavi I Miei Mini Pony, Alvin Superstar e Le Tartarughe Ninja,
se Barbie era ancora sposata con Ken,
se non esisteva mercoledì senza una copia del Topolino (o Minnie&Co o il Giornalino di Barbie),
se giocavi a Twister (ed eri ingenuo abbastanza da non pensare a strane mosse),
se compravi Cioè e andavi orgogliosamente in giro con tutte le cinfrusaglie che vi erano allegate,
se hai visto Titanic almeno tre volte, di cui due al cinema e in fila,
se usavi gli orecchini stick di gomma,
se amavi Blossom e Bayside School,
se ricordi chi sono i Five e il loro trashissimo video con la sagoma di cartone,
se ricordi che non esistevano Internet e gli SMS e ci si chiamava ancora a casa per mettersi d’accordo per le uscite,
se mangiavi la Girella per merenda,
se collezionavi i Paciocchini,
se gli insegnanti ti facevano leggere I Ragazzi Della Via Pàl, Piccole Donne e L’Isola Del Tesoro,
se adoravi il gusto di gelato al puffo, se hai rivisto mille volte la Sirenetta, La Bella e La Bestia e Aladdin,
se non ti perdevi la solita replica natalizia di ‘Mamma Ho Perso L’Aereo’,
se giocavi coi Lego e Crystal Ball (‘con Crystal Ball ci puoi giocare…’),
se ti stai ancora chiedendo come facesse Puffetta a soddisfare le voglie di tutti i puffi,
se ti ricordi le Buone Domeniche con Columbro e la Cuccarini,
se collezionavi schede telefoniche …
allora leggi qui!
*Lo scopo di questo testo é quello di rendere giustizia ad una generazione, quella di noi nati negli anni ’80 (anno più, anno meno) e cresciuti negli anni ’90, quelli che vedono la casa acquistata allora
dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto e quelli che pagheranno la propria fino ai 50 anni.*
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ’90, con la mascotte Ciao.
Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però, ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto,
e nessun o glielo dice.
Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a nascondino, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni (c’è chi dopo i 18).
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2…
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione!).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo però imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, i reportage dalla Guerra Del Golfo e dalla Iugoslavia, Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale e siamo state le più giovani vittime di Cernobyl.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man e ai videogiochi nei bar.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill; quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male, per non parlare dei Chicchirichì!
Siamo la generazione delle sorprese del Mulino Bianco, di Magnum P.I.,
di Holly e Benji, di MacGyver, dell’Incredibile Hulk, di He-Man, di
Lamù, di Creamy, di Kiss Me Licia, dei Barbapapà, dei Cavalieri Dello
Zodiaco, di Tigerman, di Sailor Moon, di Mila e Shiro (e ci chiediamo
ancora se alla fine vanno insieme…) …
I maschi giocavano con le Micro-Machine, Big Jim e le femmine con la
casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.
L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi
della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni….
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza
air-bag;
facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe
turista;
non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con
chiusure a prova di bambino;
andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i
gomiti;
le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle
penitenze era bestiale;
non c’erano i cellulari;
andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una
cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le
rotelle!
magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi, al limite uno
era grasso e fine;
ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato;
ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri
sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto;
non avevamo Playstation, 99 canali televisivi, dolby-surround, computer
e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per
terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane
dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!
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