Le due ondate di terremoti che hanno colpito l'Italia dall'estate a oggi hanno portato a delle ampie riflessioni che sicuramente hanno lasciato tutti senza parole. Si parla infatti sulla possibilità che alcune case siano a rischio sismico e che quindi servirà fare molta attenzione per cercare di trovare una soluzione.
Sono quasi due milioni le case nelle zone ad alto rischio e la metà delle case sono state costruite prima dell'entrata in vigore di quelle che sono le norme antisismiche. I dati Istat sottolineano che sono circa il cinquanta per cento delle case a rischio. Staremo a vedere se interverrà qualcuno.
Le Regioni che hanno porzioni di territorio nella zona a maggior rischio "sono 11": Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania. Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Complessivamente il numero di abitazioni residenziali a maggiore rischio sismico sono poco meno di 1,9 milioni di case, oltre la metà delle quali (il 52,5%) costruite prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica, ovvero prima del 1971. Oltre il 42% delle abitazioni costruite prima del 1971 è situata in Calabria, circa il 13% in Campania.
