Tutti conosciamo almeno un caso di una persona cara che si è infilata in una relazione deprimente. A volte questa persona siamo noi. Fidanzamenti che si caratterizzano per essere l’antitesi della gioia ce ne sono a bizzeffe e, inaspettatamente, spesso risultano duraturi. Questo fenomeno di autodistruzione della propria vita merita una spiegazione e, in questo post, propongo un’ipotesi.
Prendiamo due casi opposti: la Coppia Bella e la Coppia Brutta.
La Coppia Bella è quella che invidiamo quando ci accorgiamo di provare per la nostra ragazza gli stessi sentimenti che dedichiamo alla zanzara che rompe le palle nelle notti d’estate. Loro invece sono innamoratissimi, affiatati e arrapati come sedicenni in gita scolastica.
Possibili sviluppi La vita, per la Coppia Bella, è un rettilineo che conduce alla felicità. Ma come insegna la vicenda di Lady Diana, anche le coppie più affiatate, a forza di correre verso il loro sogno d’amore, prima o poi vanno a schiantarsi. L’innamoramento sfiorisce, l’abitudine vince, la rossa passione dei primi tempi scolora in un marron m***a. Di fronte alla Coppia Bella si aprono due possibilità:
1) Continuare a stare insieme, accettando di non essere più il duo perfetto. Guarderanno con invidia coppie più felici, chiedendosi com’è che sono passati da apparire come Brad Pitt e Angelina Jolie a diventare Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi. Vivranno di ricordi, come noi interisti con l’anno del triplete. Credetemi, è orribile.
2) Mollarsi, distrutti da una storia ormai esaurita. Poi rivedersi e chiedersi, in lacrime: “Perché ci siamo lasciati?”
“Non lo so.”
“Stavamo così bene…”
“Sì. Vorrei avessimo un’altra opportunità.”
“Anche io. Ma se fosse già tutto rovinato?”
“Non lo so…”
“Ho tanta paura.”
“Io di più.”
Se ritornano insieme, nulla sarà più come prima. Altrimenti vivranno col rimpianto di una storia bellissima finita in m***a.
La Coppia Brutta è sempre stata un disastro. Tristi a sprazzi, incazzati sempre. Di solito uno dei due comanda, l’altro sopporta. Sono talmente abituati a star male, che si convincono di star bene. La felicità è come il sesso per i cani castrati. Se l’hanno provato prima dell’operazione, ne sentiranno per sempre la mancanza. Ma se non hanno mai copulato, non si rendono neppure conto di ciò che stanno perdendo. Così la Coppia Brutta è convinta che in una relazione sia normale lei abbia da ridire su qualsiasi cosa riguardi lui, da come si allaccia le scarpe alla frequenza cardiaca. Oppure è lei a pensare non ci sia nulla di strano nel proprio fidanzato patologicamente geloso, uno di quegli psicopatici che hanno crisi isteriche ogni volta che la loro ragazza conosce un maschio non affetto da impotenza. La Coppia Brutta, a differenza di quella Bella, ha un sacco di varianti. Tutte tristissime.
Possibili esiti Di fronte alla Coppia Brutta si aprono le due solite possibilità:
1) Mollarsi. Bello, ma per fare cosa? Cercare la felicità? Ma se non sanno neppure cos’è, come faranno a riconoscerla? La Coppia Brutta che si molla è destinata a rimettersi insieme. Le caratteristiche tristi del loro duo risentiranno del periodo di pausa. Infatti peggioreranno. Perché, se mangiare la minestra riscaldata non è granché, figuriamoci la m***a.
2) Continuare a stare insieme. La Coppia Brutta non conosce cali, perché peggio di così non può andare. I fidanzati si convincono che il loro amore sia il massimo della felicità e si adattano. Questo dà loro la serenità giusta per riuscire nello studio, nel lavoro e in tutte gli altri ambiti a cui ci dedichiamo quando a figa va male.
Ecco allora 5 ragioni per cui le coppie brutte continuano a stare insieme:
Perché, se si lasciassero, poi dovrebbero rimettersi insieme; Perché le coppie belle prima o poi saranno infelici. C***o te ne fa di una cosa bella, se non ti rende felice? Perché la bruttezza della coppia è la ragione del loro successo nello studio o nel lavoro; Perché sono filantropi e, sapendo quanto il proprio partner sia una piaga sociale, se lo accollano, evitando ad altri questa disgrazia; Perché il modo più veloce per essere felici è convincersi di esserlo già.
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