In tanti hanno voluto essere vicini ai familiari di Valentino Cerri, 35 anni, deceduto nella notte tra mercoledì e giovedì mentre tentavano di salvargli la vita all’ospedale Versilia dove era arrivato dopo un brutto incidente al Molinaccio, località del comune di Massarosa. Il giovane era molto conosciuto a Viareggio, come del resto la sua famiglia: suo padre Carlo Cerri, detto Thomas, è proprietario di un negozio di articoli per la nautica. Il 35enne era divorziato da poco con una donna austriaca, Karina Cerri Gold, apparsa molto provata dall’accaduto, non aveva figli, e faceva il rappresentante di vini.
Tutti lo ricordano come un grande amante del mare, tant’è che i suoi amici surfisti si erano radunati per rendergli omaggio in spiaggia, con tanto di tavole da surf: “Vale abbiamo viaggiato molto sempre però partendo da Viareggio. Grazie a te, noi atei ed agnostici, ci siamo avvicinati alla spiritualità. Adesso vogliamo credere che tu stia in un posto meraviglioso dove la pace, ed il buon vino non ti manchino. Sempre nel tubo hermano”, le parole di uno dei suoi amici più cari. Il feretro di Valentino Cerri è stato composto nella sala delle conferenze: qui incessante è stato l’omaggio della gente, che si è riversata in via Garibaldi chiusa nel tratto tra via Burlamacchi e via Puccini.
Valentino Cerri, in un incidente stradale, aveva perso il suo migliore amico, Matteo Valenti, e anche quel tragico destino comune ha contribuito a rendere l’ultimo saluto al 35enne ancora più straziante. “Per me era come un fratell, ci siamo conosciuti più di 15 anni fa e ci volevamo molto bene” – dice di lui Marco Ricci – “Siamo stati in missione umanitaria insieme in Argentina, in Bolivia, in Israele. Era cristiano ma aveva una grande passione per la cultura ebraica: tanto che sulla sua tavola da surf, era un grande surfista, aveva la stella di David, la stella a sei punte che, insieme alla Menorah, rappresenta la civiltà e la religiosità ebraica. Suo papà era colui che portò la disciplina del surf in Versilia”.
Ricorda ancora l’amico di Valentino Cerri: “Io lo definivo il re di Viareggio, perché conosceva tanta gente ed era amico di tutti: per lui non c’erano mai porte chiuse. Era un uomo vulcanico: aveva studiato per prendere un master in enologia e si era messo a fare il rappresentante. Ma non abbandonò mai le sue grandi passioni: i viaggi, il surf, la fotografia e le moto. Era una persona di grande cultura e un uomo dal grande cuore”. Il surf, ma anche la moto erano dunque le grandi passioni del 35enne: una passione, quella per le due ruote, che gli è costata la vita. Il giovane, infatti, martedì pomeriggio era in sella alla sua Moto Guzzi, quando si è consumata la tragedia. Una tragedia che ha gettato nello sconforto un’intera comunità. “Ciao Vale’ è stato infatti l’urlo collettivo che si è levato l’altra sera dalla Darsena, dove erano riuniti gli amici surfisti.

fonte: direttanews.it