Una di quelle vicende che mette sotto cattiva luce un'intera categoria. E in effetti il problema grave è proprio questo, oltre al fatto stesso: un maresciallo dei carabinieri in servizio a Cassano d’Adda (Milano) è stato arrestato dai colleghi del Nucleo Investigativo di Monza con l’accusa di spaccio di stupefacenti. Il militare era comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cassano ed è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza cautelare in carcere emessa dal gip di Milano. Raimondo Manelli, 57 anni, aveva comandato in passato la stazione carabinieri di Stezzano, in provincia di Bergamo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Manelli avrebbe sottratto e rivenduto alcuni quantitativi di droga sequestrata e non vi sarebbero altri carabinieri coinvolti nelle indagini. Il sottufficiale è stato portato nel carcere di San Vittore, a Milano. Insomma, invece di distruggere la droga che i colleghi avevano sequestrato, la piazzava a tre spacciatori in cambio di soldi e regali. Ma non basta, perché c'è dell'altro. L'uomo infatti avrebbe anche fornito anche "dritte" sui militari di pattuglia a cui prestare più attenzione.
Avrebbe poi firmato i verbali utilizzati per notificare la distruzione della droga sequestrata e invece restituita agli spacciatori. È quanto emerso dalle indagini. Il cinquantasettenne maresciallo è accusato di detenzione di stupefacenti, corruzione e falso ideologico. Le indagini sono partite a novembre scorso e sono state chiuse a febbraio. Sono nate da alcune segnalazioni su atteggiamenti poco chiari da parte del sottufficiale. In poco tempo è stata ricostruita l’intera vicenda e gli investigatori sono arrivati all’arresto.
“Siamo soddisfatti di esserci tolti la mela marcia da casa” dice un investigatore dell’Arma al fattoquotidiano.it. Stando al lavoro dei carabinieri, il maresciallo avrebbe firmato il decreto di distruzione della droga sequestrata (qualche grammo di cocaina) e poi l’avrebbe rivenduta ai tre spacciatori, due marocchini, uno di 34, l’altro di 50 anni, e un italiano di 35 anni, tutti di Pioltello e tutti pregiudicati, anche loro arrestati. Finora è stato accertato un solo episodio di vendita di droga da parte del maresciallo Manelli, avvenuto a gennaio. Ma non è escluso che ce ne siano altri. Le indagini proseguono.

fonte: caffeinamagazine.it