Là, su quel foglio, tutte le parole che la giovane non aveva mai detto al suo «ragazzo» e che dopo 15 anni trova il coraggio di scrivere, forse per farsi trovare o forse per condividere un dolore mai sopito.
Lo stesso dolore per quella fuga dalla vita che ogni giorno si rinnova perla mamma di Roberto Giabbanelli. «L’ho letta e ho pianto – confessa Roberta Radziwonik – in quelle righe ho rivisto lui come se fosse ancora qui. Era bello, non molto alto, piaceva molto alle ragazze e in tante dopo la sua morte mi hanno chiamato e mi hanno parlato di lui con telefonate lunghissime.Ma questa ragazza, questa donna, non so chi sia, posso immaginarlo, se vuole può venire a trovarmi, sa dove abito».
Lei, la donna della lettera, nel frattempo, come scrive lei stessa, si è costruita una famiglia, ha avuto dei figli, ma non si è mai dimenticata di Roberto: «Hei Bob ti ricordi di me? Era il lontano 1992 e avevamo entrambi 16 anni…Manca tutto di te: dal sorriso ai tuoi occhi da furbetto, ai tuoi abbracci inaspettati, ai tuoi dispetti, ai giri in Vespa a tutta velocità, ai tuoi baci! Tutto questo non me lo ridà nessuno. Però ho avuto la fortuna di aver conosciuto un angelo che ha voluto ritornare in cielo da solo e troppo presto».
«Sei indelebile nella mia mente e questa lettera te la dovevo da una vita» si legge. «Se lei vuole e se può – ripete mamma Roberta – venga a trovarmi». Ricordare insieme forse fa meno male.
