VAN DER MEYDE. LA BIOGRAFIA CHOC: L'EX INTERISTA TRA DROGA, ECCESSI...E IBRA
Come tutte le ali destre, anche il giovane Andy Van Der Meyde voleva essere George Best: il numero 7 sulla maglia, il dribbling folle, i gol e i trionfi, gli eccessi, le donne e l'alcool. Ora, a fine carriera, l'ex centrocampista dell'Inter e della nazionale olandese si racconta e si mette davvero a nudo nella sua autobiografia, intitolata “Nessuna pietà”. Dalla passione per le spogliarelliste alle corse in macchina di Ibra, dai problemi col padre alcolizzato a pillole, cammelli e cocaina: ai lettori giudicare quanto sia stato “The Best”.
«Mio padre era alcolizzato, con lui ho rotto ogni rapporto e all’Ajax chiesi di giocare con il cognome di mia madre, ma non mi fu permesso». Andy ricorda gli anni con i lancieri come i migliori della sua carriera («Legai molto con Ibrahimovic e Mido – racconta – si sfidano in folli corse notturne»), prima del passaggio all’Inter, dove fa fatica ad ambientarsi e affoga la saudade olandese nell’alcol.
Così a Milano decide di mettere in piedi un vero e proprio zoo in casa: «Cavalli, cani zebre, una tartaruga. Dyana, la mia prima moglie, era la vera malata. Per lei rifiutai un trasferimento al Monaco. Una sera scesI in garage e sentii suoni strani: aveva comprato un cammello».
Dopo l’Inter c’è l’Everton e le notti a trascinarsi negli strip-club (qui le anticipazioni del Sun): «Andavo pazzo per le spogliarelliste. Lì conobbi Lisa e me ne innamorai subito. Nel suo mondo bere e sniffare cocaina era una cosa all’ordine del giorno».
A Liverpool, Andy inizia anche ad allenarsi di meno: «Stavo accanto a Dolce, la bambina che avevo avuto da Lisa. Soffriva di una rara malattia all’intestino, è stata operata otto volte in due anni. Non volevo lasciarla sola. Ma ero fuori controllo, non riuscivo a dormire se non prendendo pillole…le rubavo dallo studio del medico del club. Poi è arrivata la cocaina…capii che dovevo andarmene da Liverpool, o sarei morto». Per sua fortuna è riuscito a farlo e anche a trovare la forza di raccontarlo in un libro-verità.
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