VENDE IL PESCE SUL MARCIAPIEDE A 2 EURO AL CHILO: FILE DI CLIENTI
Puntuale, come sempre, arriva al calar del sole con un enorme zaino appoggiato su un carrello della spesa. E in un attimo il marciapiede di via della Marranella, al civico 23, a Tor Pignattara, si trasforma in un mercato del pesce improvvisato. E rigorosamente abusivo. Accade a pochi passi dalla moschea, con a fianco l’immancabile posto di blocco dei carabinieri a presidiare la zona. Sarà, ma in attimo su quel marciapiede si raduna un capanello di gente, con donne cinesi e ragazzi del Bangladesh in pole position, e con qualche timida anziana casalinga italiana che cerca di farsi spazio tra la folla di stranieri.
Lui, un omone sui 50 anni, che dice di essere un pescatore romeno, con il volto bruciato dal sole e con i segni profondi lasciati dal bere, adagia sul marciapiede alcuni grandi sacchi neri, di quelli usati per raccogliere i rifiuti, e sopra ci depone il frutto della sua giornata di lavoro: 30, forse 50 chili di pesce. Nessuno sa di che pesce si tratti, né da dove arrivino quelle che sembrano orate e anguille. Nessuno si chiede se è contaminato da qualche veleno o se sia stato rubato. Fatto sta che appena l’uomo pronuncia il prezzo «2 euro al chilo», tutti si fanno attorno a lui e cominciano a spingere per accaparrarsi più pesci possibile. E in pochi minuti, tutto il pesce, che ancora sanguina, è venduto. Per la pesa, il pescatore romeno chiede aiuto alla frutteria a fianco, e cerca di accontentare più clienti possibile. Ma proprio non ci riesce.
«Questo è il frutto del mio lavoro - assicura il pescatore romeno -. Tutte le mattine vado a Fiumicino e mi metto ad aspettare i pesci con la canna e l’amo in riva al mare». Forse i clienti non gli credono, ma il pesce ha un bell’aspetto, non puzza, e va a ruba. Agli ultimi arrivati il pescatore assicura: «Tranquilli. Torno anche domani. Che pesci volete? Orate, anguille? Dai, domani ne porto tanti». Sulla bontà di quel pescato, e sugli effetti sulla salute, nessuna garanzia. Ma a quel prezzo il pesce fa davvero gola.(ha collaborato Isabella Pascucci).
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