Ho deciso di raccontare la mia storia a distanza di qualche anno, anche se, ogni volta che ripercorro con la mente quel periodo soffro di nuovo perchè tutto viene a galla e si riaprono cicatrici che credevo ormai chiuse per sempre..
La triste storia è accaduta nel 2000/2001 in quel periodo avendo già un maschietto di 3 anni con mio marito pensammo di avere un altro bambino per non lasciarlo solo e soprattutto perchè dopo la prima magnifica gravidanza vissuta poco tempo prima avevo voglia di provare a viverne un’altra. Così decidemmo a giugno 2000 di pensarci sul serio e sembrerà strano ma è vero, a luglio ero già incinta, feci perfino una settimana prima del presunto arrivo delle mestruazioni il test di gravidanza acquistato in farmacia ma con esito negativo, non era la fine del mondo, avevo pensato dentro di me, ma la mia mente o forse il mio cuore mi dicevano che incinta lo ero davvero, non contenta così dopo qualche giorno mi recai in ospedale per fare le analisi in maniera più approfondita e dopo qualche giorno i miei presentimenti si rivelarono veritieri, ero incinta!
Non racconto la gioia, chi ci è già passato lo sa, così iniziò la mia gravidanza, solo al secondo mese una forte infezione alle vie urinarie rese necessario l’uso di antibiotici sotto forma di iniezioni che dovetti fare per una quindicina di giorni, visto che era piuttosto forte, per me che preferivo soffrire di mal di denti, mal di stomaco, mal di testa, pur di non prendere farmaci perchè contraria (per paura che potessero danneggiare il feto) fare quella massicia terapia di antibiotici non fu per niente facile, ma il medico mi disse che era importantissimo sconfiggere quell’infezione perchè se trascurata avrebbe potuto creare problemi veramente seccanti al bambino.
Tutto proseguì tranquillamente, al quinto mese feci un’ecografia privata (non contenta di quella fatta dall’ospedale in fretta e furia, presso il quale ero in cura) e dopo varie insistenze e posizioni sul lettino per far smuovere il bambino finalmente il dottore mi confermò che al 99% si trattava di una bambina, per me che avevo già un maschietto era una felicità immensa, quello che desideravo. Tutto continuò perfettamente fino ad un pomeriggio di Gennaio del 2001 (ero già al settimo mese) e mi recai in ospedale per un’altra ecografia di routine, quella per vedere in che posizione stava messa la piccola.
Mi distesi come al solito sul lettino e il dottore iniziò la sua visita, questa ecografia, al contrario delle altre veloci e frettolose sembrava non finire mai, iniziai a preoccuparmi e fissavo gli occhi del dottore cercando di capire qualcosa, non facevo altro che chiedergli se c’era qualcosa che non andava ma non riuscivo a ricevere una risposta esaudiente, sembrava quasi infastidito dalle mie domande…
Per farla breve dopo una mezz’oretta passata a fare domande, ansia, preoccupazione e una decina di foto stampate finalmente si alza, mi dice che ha finito e va a sedersi alla sua scrivania, io mi avvicino velocemente e vedo che prende un libro che per titolo aveva “malattie genetiche e malformazioni” o una cosa del genere, se prima ero un pò preoccupata in quel momento mi sentii ancora peggio, le mie domande continuavano imperterrite “Dottore che problema c’è?” “La bambina non sta bene” “E’ malata?” la sua unica risposta fu “Signora, non si può ancora affermare con certezza, c’è un piccolo problema al cervello ma penso che si risolverà prima della nascita, ci vediamo al nono mese per un’altra ecografia”. Questo quello che mi disse, ma nel referto dell’ecografia oltre la decina di foto stampate (tutte che ritraevano la testa della bambina) scrisse “Sindrome di Dandy Walker”, non capivo cosa fosse di cosa si trattasse, ma non ci voleva tanto per intuire che di sicuro era qualcosa di terribile.
Tornando a casa mi buttai sul letto, iniziai a piangere e chiamai mio marito al lavoro, mi tranquillizzò dicendo che saremmo andati da quel medico privato per fare altri controlli più approfonditi. Mio marito intanto su internet (fortunatamente ancora a casa non l’avevamo) fece delle ricerche e riguardo alla malattia che aveva segnato il dottore l’unica cosa che mi seppe dire fu “Speriamo sia Down”.
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