La stampa inglese lo ha definito il “peggior pedofilo della storia”. Non è facile fare obiezioni a questa descrizione se si considera che Richard Huckle, 30 enne del Kent, avrebbe violentato circa 200 bambini di neanche sei mesi di età ed ora rischia fino a 22 ergastoli. Si spacciava per insegnante di inglese e fotografo e con questa scusa riusciva a conquistare la fiducia delle famiglie dei piccoli di cui da lì a poco avrebbe abusato. Huckle non si è nascosto, dichiarandosi colpevole in tribunale dei ben 71 capi di accusa che sono stati mossi dalla procura nei suoi confronti. Tra questi anche stupri, aggressione a sfondo sessuale e attività sessuale con bambini. Il pedofilo si sarebbe fatto dei selfie mentre abusa di bambini che indossavano il pannolino e avrebbe costretto le sue giovanissimi vittime a fare sesso l’uno con l'altro. Tutto quello sconcertante materiale sarebbe stato più condiviso online sul ‘dark web’ quei contenuti pedop***ografici.
Stando alle ricostruzioni, l’attività criminale di Huckle sarebbe iniziata nel 2005 in occasione di un viaggio in Malesia. In quell’occasione, avrebbe violentato un bambino di 3 anni, figlio della famiglia che lo stava ospitando. L’anno successivo la storia si sarebbe ripetuta con due sorelline di 4 e 6 anni. Da lì in poi, avrebbe continuato la sua ignobile attività in occasione di ogni viaggio nel Paese asiatico. Nel 2010 si sarebbe trasferito a Kuala Lumpur, dove nel corso della sua permanenza si sarebbe fatto conoscere come “l’uomo occidentale facoltoso disposto ad aiutare le famiglie locali”. La realtà però era un’altra come dimostrano i numerosi filmati a carattere pedop***ografico (si parla di almeno 20 mila tra immagini e video) che l’uomo condivideva in Rete. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il 30enne era persino arrivato a pubblicare una guida per chi volesse seguire le sue ‘gesta’, con suggerimenti e consigli su come trovare le vittime e ottenere il loro silenzio. La sentenza sarà emessa a breve ed è quasi certo che Huckle trascorrerà il resto della sua vita dietro le sbarre.

fonte: fanpage.it