Non si trova un pizzaiolo o uno ''speedypizza'' in città neppure a pagarlo oro. Forse lo stesso problema lo hanno anche diverse attività settoriali, di nicchia, e soprattutto chi cerca persone specializzate. Però, se c’è chi dispera perché non trova lavoro, o così almeno dice, si dispera anche chi un lavoro lo può offrire ma non trova corrispondenza nella domanda. E non sono pochi.
I cartelli di ricerca personale, ad esempio, da mesi sono evidenti sulle vetrine di una pizzeria in centro città: c’è da consegnare la pizza a domicilio, in auto, un aiuto alla cassa, un lavoretto per il quale non occorre molto studio, se non essere un pò svegli. Eppure nessuno si presta, e quei pochi che rispondono, non concludono il mese, durano pochi giorni. «Troppo duro, si lavora la sera, il sabato e la domenica» è quello che si sente rispondere il titolare lasciato di punto in bianco. «Si dice che in Italia la disoccupazione giovanile sta salendo alle stelle – spiega Vincenzo V. – però non si dice che i giovani vorrebbero tutti un lavoro davanti al pc, seduti, al caldo. Io sono mesi che cerco qualcuno che mi dia una mano nell’attività: non c’è da diventare milionari ma non si lavora gratis. La verità è che nel nostro settore si deve lavorare, e la parola stessa è un repellente. Tra coloro, centinaia, che sono venuti in cerca di lavoro nessuno ha detto: “voglio imparare a fare il pizzaiolo”. Si ha un bel dire che non c’è lavoro, la risposta è che non si vuole lavorare».
Da parte sua il presidente dell’Ascom non è così categorico: «Tra i nostri associati, da quel che mi risulta, non è così sentito questo tipo di problema, anche se volevamo mettere in piedi un progetto di domanda-richiesta lavoro – dice Michele Paludetti – . Forse è questione di stipendi, di lavoro stressante, l’impegno serale e festivo senza opportuna gratificazione. Anche in tempo di crisi fare sacrifici per molti giovani risulta difficile, e fanno prima a dire che non trovano. Però una scuola di pizzaioli a Vittorio ci vorrebbe, potrebbe facilitare l’incontro tra chi cerca persone specializzate e aspiranti pizzaioli. Per i ristoranti grazie all’istituto alberghiero questo problema non si pone».
