ATTERRAGGIO D'EMERGENZA A FIUMICINO, SI INDAGA PER DISASTRO COLPOSO
Due investigatori dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo sono già a lavoro, sulle piste di Fiumicino, per tentare di stabilire le cause dell’avaria che domenica sera ha costretto l’Airbus A320 Alitalia ad un atterraggio d’emergenza.
Il velivolo, costruito nel giugno del 2010, è planato sul carrello sinistro e su quello anteriore toccando il suolo con l’ala: una manovra necessaria, considerata la mancata apertura del carrello di destra, e che ha portato in salvo tutti e 151 passeggeri arrivati a Roma da Madrid intorno alle 21.
Nessun ferito, inesistenti le scene di panico: di questa brutta storia, chi ha vissuto quei momenti di paura, ricorderà solo la professionalità del comandante Bruno D’Agata, 57 anni. Un pilota esperto con 15mila ore di volo alle spalle e la tempra di chi è abituato a infrangere il muro del suono sui Tornado, che non ci tiene a farsi chiamare “eroe”. A lui i passeggeri, appena atterrati e accompagnati in aeroporto, hanno riservato un lungo applauso. L'8 giugno scorso un collega di D’Agata si rese protagonista di un episodio simile su un aereo della compagnia Wizz Air, finito fuori pista per un'avaria al carrello sinistro. Solo poche ore prime un aereo Lufthansa partito per Francoforte era dovuto rientrare per un sospetto problema ad un carrello.
«I bambini non si sono accorti di nulla, lo hanno preso come un gioco – commenta a freddo una coppia di coniugi italiani -. Abbiamo capito che qualcosa non andava quando l'aereo si è abbassato e ha ripreso quota più volte, evitando l'atterraggio. Poi il comandante ci ha riferito che c'era un carrello che era andato incontro ad avaria, che si sarebbe tentato un atterraggio d'emergenza e che avremmo dovuto mantenere la calma, tenendoci scrupolosamente alle indicazioni che ci avrebbero dato gli assistenti di volo. E così è stato. Sono stati tutti veramente molto bravi. Siamo usciti con gli scivoli, non ci sono stati problemi, tranne alcuni viaggiatori che si sono spaventati».
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