BOSTON, BOMBE SULLA MARATONA: BIMBO TRA I MORTI. OBAMA: 'PAGHERANNO'

Sangue sulla maratona di Boston e forse l'ombra di al Qaeda: due bombe hanno provocato morti e feriti, alcuni gravi, al traguardo della gara in pieno centro della città. Trale vittime, come riporta la Cnn, un bimbo di otto anni. Un'altra esplosione alla Kennedy Library non ha provocato vittime: secondo la polizia, non era collegata alle altre due, frutto di un attacco «pianificato e ben coordinato», anche se il presidente Barack Obama, rivolgendosi alla nazione, non ha parlato esplicitamente di terrorismo. «Non abbiamo ancora risposte», ma «troveremo i responsabili», ha detto Obama, mentre l'Fbi definiva l'attacco di Boston «un attentato: non sappiamo però se di natura interna o internazionale». Esperti del Site, il principale osservatorio sul terrorismo islamico, ipotizzano una matrice di al Qaida o del Ttp, la maggiore fazione dei Talebani pakistani. Una persona sarebbe stata fermata, forse di nazionalità saudita, secondo i media Usa: sarebbe rimasto ferito, secondo il New York Post, ma la polizia smentisce limitandosi a rivelare che «sono in corso interrogatori». MOLTI MORTI. E mentre si teme che il bilancio possa crescer col passare delle ore (siamo a 12 morti secondo un giornale, e un centinaio di feriti) la dinamica esatta delle esplosioni non risulta ancora chiara. Informato dal capo dell'Fbi Robert Mueller e dal ministro dell'Interno Napolitano, prima di parlare alla nazione Obama ha chiamato il sindaco Thomas Menino e il governatore Deval Patrick («Un giorno orribile per Boston», ha detto quest'ultimo) mentre il suo vice Joe Biden ha evocato subito un possibile attentato facendo riferimento a sua volta alle «bombe». Nel mondo del post 11 settembre, per motivi precauzionali, New York e Washington hanno innalzato le misure di sicurezza intorno ai monumenti e ai grandi alberghi e anche a Londra Scotland Yard ha rivisto le misure di sicurezza in vista della sua maratona di domenica. APPELLI. A Boston le autorità hanno lanciato un appello alla cittadinanza: «State calmi e state a casa». Tutto era cominciato poco prima delle 15, due ore dopo che il primo maratoneta aveva tagliato il traguardo: «Dovevo partire con il secondo scaglione: se fosse successo sarei finita In mezzo», ha detto Maria Vittoria Togni, bresciana e una degli oltre 200 italiani iscritti alla gara. Si sono uditi come due potenti tuoni, poi il fumo si è levato fitto davanti al palco degli arrivi e la gioia della gara si è trasformata in tragedia. Feriti tra i corridori, feriti tra il pubblico che si è alzato in preda al terrore in un fuggi fuggi convulso. «Ero vicinissima, ho sentito la forza dell'esplosione e visto le vittime proiettate a distanza. Ho visto uno che ha perso entrambe le gambe», ha raccontato una testimone. Secondo la Fox, sarebbero dieci i feriti ricoverati al Massachusetts General Hospital con arti amputati. Sono particolari raccapriccianti mentre si diffondevano voci di altri possibili ordigni al Mandarin Hotel, un albergo cinque stelle nella zona di Back Bay. Il Lenox Hotel, altro albergo di lusso, è stato evacuato. ALLERTA. Chiusi i ponti, lo spazio aereo, una linea della metropolitana, mentre sono stati bloccati i cellulari per timore di detonazioni azionate a distanza. La maratona di Boston è la gara del genere più antica al mondo: si corre dal 1897 nel Patriots' Day, il terzo lunedì di aprile, ed è una delle sei World Marathon Majors, a cui partecipano appassionati o corridori professionisti di ogni parte del mondo. L'evento attira in media 20 mila atleti e 500 mila spettatori e richiede alcuni tempi di qualificazione per poter partecipare. Quest'anno l'ultimo miglio aveva una dedica particolare, alle vittime di Newtown, la cittadina del Connecticut dove in dicembre una strage di bambini ha rilanciato negli Usa il dibattito sul controllo delle armi.
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