I RITI DI BUON AUSPICIO DA FARE A CAPODANNO

Lenticchie e zampone, bacio sotto al vischio, indumenti di colore rosso: queste e tante altre usanze accompagnano i festeggiamenti del Capodanno. Scopriamo insieme quante e quali sono e da dove traggono origine.

Anche il 2012 sta per finire e, come di consueto, stiamo già facendo il conto alla rovescia per dare il benvenuto al nuovo anno. Il momento di passaggio è solitamente accompagnato da tradizioni ed usanze che si tramandano di generazione in generazione. A Capodanno non mancheranno quindi sulle nostre tavole le lenticchie, molti di noi indosseranno intimo di colore rosso, molti altri baceranno teneramente il proprio partner sotto al vischio allo scoccare della mezzanotte. Ma da dove nascono queste tradizioni irrinunciabili, che ormai sono veri e propri riti? Guidagenitori.it vi racconta quali sono le usanze maggiormente seguite la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, qual è il loro significato e quali sono le loro origini.

Rituali di Capodanno a tavola
La maggior parte delle tradizioni da rispettare affinché il nuovo anno porti buon auspicio le troviamo a tavola.
• Il cotechino con le lenticchie: da nord a sud tra le portate del cenone degli italiani non mancano mai il cotechino – o lo zampone – con le lenticchie. Lo zampone, essendo carne di maiale grassa e nutriente, rappresenta l’abbondanza e mangiarne la notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio simboleggia l’auspicio di un nuovo anno molto prosperoso. Per quanto riguarda le lenticchie, un vecchio proverbio così recita: “ chi mangia lenticchie a capodanno conta soldi tutto l’anno”, è infatti antica credenza popolare quella secondo cui mangiare lenticchie il 31 dicembre porti ricchezza per il nuovo anno, questa consuetudine deriva da un’usanza ormai non più rispettata, quella cioè di regalare per l’ultima sera dell’anno un portamonete pieno di lenticchie, con la speranza che con il nuovo anno possano trasformarsi in monete d’oro;
• L’uva: come le lenticchie anche l’uva simboleggia prosperità economica. In molte case infatti nel cenone di Capodanno non può mancare questo frutto che talvolta viene sostituita con l’uva passa. L’origine di tale usanza deriva dal fatto che chi riusciva a conservare l’uva raccolta per la vendemmia fino a capodanno era considerato una persona parsimoniosa, alla quale di certo non potevano mancare i soldi. Le radici della tradizione si rinvengono in Spagna in cui si usa mangiare 12 chicchi d’uva: uno per ogni rintocco della mezzanotte, 12 come i mesi dell’anno. In questo paese l’uva prende il posto delle lenticchie ed è simbolo di fortuna;
• Il melograno: questo frutto rappresenta la fedeltà coniugale e la fertilità, mangiarlo in compagnia del proprio partner è di buon auspicio, non può quindi mancare sulla tavolata di Capodanno. In Grecia esiste una tradizione legata al melograno secondo la quale la prima persona che entra in casa il primo giorno dell’anno deve romperne uno a terra.
Un’ultima raccomandazione per chi apparecchia la tavola: non dimentichiamoci di porre sotto al piatto di ogni ospite una monetina. Con questo rituale augureremo ricchezza ai nostri commensali.

L’intimo di colore rosso
Un’altra usanza che si dice porti fortuna per il nuovo anno è quella di indossare intimo di colore rosso durante la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio. Molti rispettano questa tradizione, ma non tutti ne conoscono la derivazione, sembra che questo costume abbia diverse radici. Tra le origini più antiche si rinvengono quelle cinesi e romane. Secondo un’antica leggenda cinese durante il Capodanno una feroce bestia mangiatrice di uomini – il Niàn – riemergeva dagli abissi. Per spaventare e rimandare il demone da dove era venuto gli uomini cinesi usavano il colore di cui la bestia aveva paura: il rosso. Per quanto riguarda la tradizione romana, sembra che già nel 31 a.C., sotto l’impero di Ottaviano Augusto, uomini e donne romani utilizzassero indumenti rossi durante il Capodanno romano, questo colore era infatti considerato simbolo di potere, amore, salute e fertilità. Da allora la tradizione si è tramandata fino a noi che ancora oggi indossiamo intimo rosso con l’augurio di ricevere amore e fortuna per il nuovo anno.

Botti, tradizioni pericolose
Tra i tanti rituali che accompagnano il Capodanno ne esistono alcuni molto pericolosi: l’usanza del lancio di fuochi d’artificio, di “botti” e petardi e quella di gettare cocci e cose vecchie dalla finestra. La prima di queste usanze è per noi semplicemente simbolo di allegria, un modo in più per divertirsi in compagnia di chi condivide il Capodanno con noi. In realtà, originariamente, il rumore creato con fuochi e petardi veniva utilizzato per allontanare gli spiriti maligni che si scatenavano nel momento di transizione dal vecchio al nuovo anno. La tradizione di gettare cose vecchie, e rotte dalla finestra simboleggia l’abbandono del superfluo per un nuovo inizio, auspicando sia migliore del precedente. Il lancio di piatti e cocci dalla finestra rappresenta l’eliminazione del male accumulato durante l’anno che sta per terminare. Questa tradizione, soprattutto a causa dell’elevata pericolosità sta scomparendo.

Il bacio sotto al vischio
Tra tutte le tradizioni del Capodanno la più romantica è sicuramente quella del bacio sotto al vischio a mezzanotte. Come rinunciare ad un’occasione in più per baciare il proprio amato o la propria amata? Usanza irrinunciabile soprattutto considerando che questo rituale potrebbe portare amore per tutto il nuovo anno. Questo costume ha origini molto antiche, i popoli hanno sempre considerato il vischio come una pianta benaugurale tanto che i Druidi lo utilizzavano durante i rituali sacri e i Celti ritenevano che una bevanda composta con il vischio costituisse un ottimo rimedio contro la sterilità. La prima cosa da fare il primo gennaio appena svegli è uscire di casa con dei soldi in tasca come segno di buon auspicio. Inoltre prestiamo la massima attenzione a chi incontriamo in strada: si dice che se le prime persone che incontreremo saranno un prete o un bambino non sarà buon segno, se invece ad incrociare il nostro cammino sarà un gobbo avremo fortuna e se ci imbatteremo in una persona anziana godremo di una lunga vita. Si dice, infatti: perché ogni anno può capitare di incontrare qualcuno di diverso…. Insomma, non è da questo che dipende il nostro destino, quindi impariamo a prendere queste piccole credenze con allegria e leggerezza.

Autore: guidagenitori.it
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