IL PIANETA ILLUMINATO DA 4 SOLI !!
Le scoperte di nuovi Pianeti, da quando l’uomo è in possesso degli strumenti capaci e raffinatissimi attualmente in uso, diventano sempre più frequenti, mentre l’osservazione di nuovi oggetti celesti nello spazio prende le forme di un’attività che, talvolta, può addirittura sconfinare anche al di fuori dei confini dell’astronomia “da professionisti”. L’ultimo caso di avvistamento di un Pianeta davvero molto particolare, in effetti, è il frutto del lavoro congiunto di un gruppo di ricercatori guidati dalla Yale University in collaborazione con alcuni volontari del sito Planethunters.org, che si dedica dal 2010 alla “caccia” ai pianeti extrasolari, consentendo a tutti gli appassionati di divertirsi ad osservare le infinità del cosmo, grazie all’occhio del telescopio Kepler in orbita.
Il nome scelto per il nuovo corpo celeste è proprio PH1, in onore dei «Planet Hunters» che lo hanno segnalato per primi, Kian Jek di San Francisco e Robert Gagliano di Cottonwood, Arizona: le sue caratteristiche sono davvero singolari, dal momento che PH1 orbita attorno ad una coppia di stelle le quali, a loro volta, ne hanno altre due che girano attorno ad esse. Non è la prima volta che le lenti scrutatrici dei telescopi spaziali incappano in un Pianeta illuminato da due soli (e si pensa che sistemi di questo tipo potrebbero essere tantissimi nell’Universo) ma PH1, con il suo doppio sistema binario, costituisce chiaramente un’ulteriore eccezione in questo senso. Distante circa 5000 anni luce da noi, è un gigante gassoso con un raggio grande 6.2 volte quello della Terra, caratteristiche che lo rendono simile, per alcuni aspetti, ad un grande Nettuno.
PH1 porta a compimento la sua orbita attorno alle due stelle ogni 137/138 giorni, mentre le due stelle esterne si trovano ad una distanza calcolata approssimativamente come pari a 900 volte quella che si trova tra la Terra e il Sole. La scoperta del Pianeta con quattro Soli ha ricevuto l’approvazione ufficiale da parte di un gruppo di astronomi professionisti britannici ed americani guidati da una ricercatrice di Yale, Meg Schwamb, che ha dato conferma dell’esistenza del suo singolare sistema solare attraverso le osservazioni effettuate con i telescopi riflettori gemelli Keck, posti sulla sommità del vulcano Mauna Kea, alle Hawaii: le sue caratteristiche saranno descritte in un lavoro che, al momento, è stato inviato all’Astrophysical Journal.
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