Un uomo è stato arrestato e ha passato 8 giorni in carcere, accusato di minacce terroristiche, per aver postato il testo di una canzone sul proprio profilo Facebook. È successo negli Stati Uniti: l'uomo, James Evans, aveva postato sul proprio profilo una parte del testo ‘Class Dismissed (A Hate Primer)’ della band metal degli Exodus. La frase incriminata recita: "Student bodies lying dead in the halls, a blood splattered treatise of hate. Class dismissed is my hypothesis, gun fire ends in debate" ("I corpi degli studenti giacciono nell'atrio, un trattato sull'odio macchiato di sangue. La lezione è finita, una sparatoria finisce in dibattito") ed evidentemente non è piaciuta a qualcuno, che l'ha fatto notare alle Forze dell'Ordine le quali hanno arrestato l'uomo per "aver minacciato di uccidere studenti e/o lo staff scolastico".
La band americana non ci sta e ha affidato la replica a un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale, in cui si dichiarava scioccata per quanto successo, spiegando che la band non "promuove o giustifica i terroristi, le minacce o il bullismo", ma si dice frastornata dal fatto che un uomo possa essere messo in carcere a causa di un testo di una canzone, facendo riferimento anche al Primo Emendamento americano che richiama la libertà d'espressione. "L'idea qualcuno in questo nostro grande paese possa essere arrestato per aver semplicemente postato una canzone è qualcosa che non credevamo potesse succedere in una società libera", scrive la band nel comunicato, spiegando che la canzone faceva riferimento alla strage del Virginia Tech, ma "è stata scritta dal punto di vista di un pazzo e in nessun modo appoggia questo comportamento del ca**o". Gary Holt, poi, il chitarrista che firma il comunicato, sottolinea come alcuni di loro siano genitori e questi fatti li hanno sempre colpito, ma se si cade nella paranoia "siamo sulla buona strada per diventare una società orwelliana".
Evans è uscito dal carcere il 3 settembre e, stando al sito 14News.com (via Billboard), ha dichiarato che il suo arresto è un "nonsense. Mi sento come se avessero violato i miei diritti civili… gettato il Primo Emendamento sulla libertà d'espressione fuori dalla finestra. Anche i ragazzi con cui sono stato in cella hanno pensato che fosse una cosa senza senso".
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