SCHETTINO TORNA SULLA NAVE CONCORDIA: ''GRIDA E DIVENTA UNA FURIA''
Il comandante Francesco Schettino è salito a bordo della Costa Concordia due anni dopo il naufragio della nave che costò la vita a 32 persone. Schettino è stato il primo del suo gruppo a sbarcare da una pilotina e salire da una scala esterna appoggiata al relitto.
Schettino si era imbarcato sulla seconda pilotina del porto del Giglio diretta alla Concordia. In precedenza il relitto era stato raggiunto dal gruppo con i giudici del tribunale di Grosseto. Schettino era accompagnato invece dal suo avvocato difensore Domenico Pepe e, come agli altri, gli è stata consegnata una mappa dettagliata dei ponti emersi della nave, su cui sono riportati i tragitti e gli itinerari per recarsi in sicurezza alla sala del generatore di emergenza, l'apparato obiettivo del sopralluogo odierno per la perizia aggiuntiva.
"NON AVETE CAPITO UN C..." «Se continuate ancora a parlare di abbandono nave lei non ha capito un c...o!» Così l'ex comandante della Concordia ai microfoni di Sky Tg24, al termine, dopo quasi tre ore, del sopralluogo sulla nave ha risposto a chi, nel gruppo di giornalisti lo incalzava sui momenti successivi al disastro all'Isola del Giglio. «Sulla nave ho dato il mio contrinuto tecnico di comandante ai miei consulenti tecnici che serviranno per l'esito finale delle perizie, sulla base delle quali, si individueranno le responsabilita, io ci sto mettendo la faccia. Io non posso dare nessuna spiegazione tecnica, per questo esiste un collegio peritale». «Le sensazioni lasciamole stare. Alcuni hanno patteggiato e ammesso le proprie colpe, io ci ho messo la faccia e sto facendo un processo».
UN UOMO: "AFFOGATI" Poco interesse degli abitanti del Giglio per la presenza di Francesco Schettino oggi sull'isola. Tuttavia un uomo che si è mischiato al gruppo dei giornalisti che seguivano Schettino, lo ha apostrofato a voce alta: «Affogati!». Ma il comandante ha continuato il suo tragitto, circondato dalle forze dell'ordine.
I GIGLIESI Alcuni abitanti del Giglio hanno lasciato le proprie occupazioni per aspettare il comandante Francesco Schettino sulle stradine del porto mentre si accingeva ad imbarcarsi per raggiungere la Costa Concordia e partecipare al sopralluogo del tribunale. «Lo vogliamo vedere, siamo qui apposta», hanno brevemente detto alcuni residenti impugnando anche telefonini per girare immagini e scattare foto.
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