Trovati gli interruttori della fame. Sarà possibile spegnerli, ecco come
L'abitudine a mangiare di continuo potrebbe essere colpa di un ''gene della fame'' che fa aumentare l'appetito e rallenta il metabolismo. L'hanno identificato gli studiosi della Cambridge University, nel Regno Unito, che ne hanno descritto il funzionamento su Cell. Oltreoceano, invece, è stata trovata la "centralina" del cervello che spegne la fame.
La scoperta dell'Università di Washington a Seattle è stata pubblicata su Nature. Il gene degli affamati - Studiando più di duemila persone gli scienziati inglesi hanno scoperto che coloro che avevano una particolare mutazione di un gene chiamato KSR2, erano più affamati e bruciavano un numero inferiore di calorie rispetto a coloro che avevano una variante normale dello stesso gene. Sadaf Farooqi, che ha condotto la ricerca spiega: "Un'alimentazione migliore e l'attività fisica aiutano a tenere sotto controllo il peso tuttavia alcune persone non ci riescono, continuano a ingrassare, e il nostro studio dimostra che questo e' dovuto in parte a fattori genetici". Una possibile cura per questo tipo di problemi potrebbe venire in futuro dalla metformina, un principio attivo utilizzato per la cura del diabete.
La centralina che blocca l'appetito - Nel nostro cervello, c'è un gruppo di cellule nervose che, quando funziona correttamente, ha il compito di frenare l'appetito dopo i pasti o quando non è sano mangiare, come durante una malattia o quando nel cibo si avverte la presenza di tossine. La scoperta è stata condotta su topi geneticamente modificati in modo che i loro neuroni potessero essere attivati artificialmente colpendoli con la luce emessa da fibre ottiche impiantate nel cervello. L'attività delle cellule, invece, è stata bloccata a comando iniettando nei topi una sostanza. In questo modo si è scoperto che attivando questo gruppo di neuroni i topi non avevano più appetito, al contrario, spegnendoli, mangiavano di più. E' stata identificata anche la molecola espressa da queste cellule, il peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp).
Fonte: tgcom
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